Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Applicazioni di traduzione automatica nei siti dell'amministrazione pubblica

Questa tesi analizza alcuni siti dell'amministrazione pubblica (Città di San Francisco, Fresno, Philadelphia, Cincinnati, Portsmouth, Prefettura di Messina) che fanno uso di sistemi di traduzione automatica per tradurre i propri contenuti in un'altra lingua, riuscendo in alcuni a casi a contattare direttamente l’amministratore del sito stesso per avere delle informazioni certe e dettagliate. Questi vengono poi messi a confronto con altri siti che sono invece stati localizzati da traduttori umani professionisti, cercando quindi di capire quali sono i vantaggi, i i difetti, i rischi della traduzione automatica, e in quali casi dunque è conveniente farne uso, e in quali invece è sconsigliato, eventuali effetti legali...
A questa analisi si arriva dopo un percorso lungo il quale si parlerà di Localizzazione, Traduzione automatica (MT), Traduzione assistita da computer (CAT) e differenze tra i due tipi di traduzione, e si analizzeranno i problemi e gli errori tipici della traduzione automatica online e di quella automatica in generale facendo uso di esempi concreti estratti dal web, e si cercherà di spiegare perché a volte è così importante tradurre una pagina web.
Infine verranno forniti dei possibili approcci alla realizzazione di siti multilingue.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione Origini della traduzione L'origine del plurilinguismo nel mondo è il tema di molte leggende diffuse tra le varie civiltà. Per i Sumeri si tratta del risultato di una lite tra Enlil, dio del vento, e Enki, la Madre Terra. Per gli Egizi la diversità delle lingue è voluta da Toth che era anche l'interprete che mediava tra le anime e i giudici di morte del tribunale di Osiride. Infine naturalmente c'è il mito narrato dalla Genesi della torre di Babele e di Dio che l'abbatte per punire la presunzione dell'uomo di arrivare al suo livello. La pratica di tradurre ha origini antichissime, sebbene ignote e nasce dall'esigenza di comunicare con chi utilizza un codice linguistico diverso. La sua finalità era quella di mettere in contatto popoli diversi, e fece assumere al ruolo dell’interprete una posizione di rilievo all’interno delle società antiche sia per fini politici, come nel caso di guerre o accordi tra due popoli, sia per motivi economici. Col sorgere delle prime scuole di traduzione nacque presto un dibattito che fu al centro dell’attenzione di filosofi, linguisti e uomini di lettere di ogni epoca fin dalla traduzione dell’Antico testamento dall’ebraico al greco. La questione verteva sulla fedeltà al testo di partenza. Ma cosa vuol dire essere fedeli al testo? Nel caso della Bibbia, trattandosi di un testo sacro che riportava la parola di Dio, essere fedeli al testo significava tradurre parola per parola, cercando di mantenere nel testo tradotto più tratti possibili di quello di partenza. In quel caso probabilmente le ragioni religiose e linguistiche combaciavano, tanto che i settanta traduttori 1 che, ognuno in solitudine, tradussero il testo produssero tutti traduzioni identiche. Ma non sempre la situazione è la stessa, e spesso risulta molto difficile tradurre cercando di rimanere fedeli al testo di origine. 1 Secondo la lettera di Aristea a Filocrate, il sovrano egiziano ellenista Tolomeo II Filadelfo (regno 285-246 a.C.) commissionò alle autorità religiose del tempio di Gerusalemme una traduzione in greco del Pentateuco (i primi 5 libri della Bibbia) per la neonata biblioteca di Alessandria. Il sommo sacerdote Eleazaro nominò 72 eruditi ebrei (secondo altre versioni 70), sei scribi per ciascuna delle dodici tribù di Israele, che si recarono ad Alessandria e stabilitisi nell'isola di Faro completarono la traduzione in 72 giorni in maniera indipendente. Al termine del lavoro comparando fra loro le versioni, si accorsero con meraviglia che le rispettive traduzioni erano identiche. Alcuni riferiscono fossero in realtà solamente cinque i traduttori, settanta invece sarebbero i membri del tribunale (sanhedrin) che approvò la parafrasi dall'originale. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giuseppe Piazzese Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3377 click dal 03/04/2008.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.