Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le specificità dei canali distributivi dell'editoria libraria: il caso IBS

La tesi analizza le specificità dei canali distributivi editoria libraria italiana. In particolare si considera l'impatto delle nuove tecnologie digitali all'interno della filiera editoriale, con riferimento alla teoria di Chris Anderson della Long Tail. A sostegno è analizzato il caso della principale libreria virtuale italiana (IBS).

Mostra/Nascondi contenuto.
9 1. Introduzione L’editoria italiana sta attraversando una fase di profonde trasformazioni che impattano radicalmente sulla struttura del settore nei diversi livelli della filiera distributiva. In particolare l’evoluzione dei canali e delle formule di vendita del libro si colloca al punto di intersezione fra i cambiamenti legati al rapporto fra editori e formule di vendita e alle modificazioni logistiche o organizzative connesse alle nuove tecnologie. In primis cresce a ritmi vertiginosi la produzione editoriale, in parte per l’aumento del numero degli editori, che secondo dati Aie sarebbero addirittura 8.814, in parte per l’aumento della produzione di novità, che nel 2004 hanno raggiunto quota 54.271. Tuttavia i canali tradizionali di vendita non sono in grado di assorbire una produzione così vasta e variegata, a causa degli spazi limitati e dell’impossibilità di tenere sotto controllo le nuove pubblicazioni. In secondo luogo le nuove tecnologie hanno completamente stravolto il modo di fare business. Da una parte hanno reso più agile e veloce la comunicazione fra editori e librai, permettendo un flusso informativo a due vie che aiuta la programmazione editoriale come il mestiere del libraio. D’altro canto le nuove tecnologie hanno introdotto un nuovo modello di business, la libreria virtuale, che ovvia ai principali problemi distributivi e di magazzino. All’interno di questo scenario in piena evoluzione, si inserisce la Long Tail Theory di Chris Anderson. L’autore americano dimostra come prodotti con ridotti volumi di vendita, la coda lunga, possono nel loro complesso assumere un peso pari se non superiore a pochi bestseller, a patto che i costi necessari per raggiungere le nicchie che costituiscono la coda stessa si riducano considerevolmente. Tale riduzione è consentita dalle nuove tecnologie digitali e in particolare dal canale dell’e-commerce. I negozi virtuali, detti anche e-tailer, possono facilmente raggiungere l’intero mercato con un semplice sito web e, non essendo limitati dalla disponibilità effettiva di spazio a scaffale, possono offrire un assortimento quanto più vasto e profondo. Di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Silvia Triverio Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2711 click dal 03/04/2008.

 

Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.