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Tecniche della lavorazione dell'avorio in Cina

Il mondo delle arti minori cinesi ci offre un vasto scenario, per la maggior parte ancora inesplorato o indagato in modo generico. Soltanto alcune produzioni artistiche cinesi sono conosciute in occidente e molto spesso solo in relazione ai secoli più recenti della loro storia. Il presente lavoro prende in considerazione una di queste discipline 'minori', l'intaglio dell'avorio.
Il termine avorio qui impiegato vuole indicare la materia derivata dalle zanne di elefante, differenziandosi da altri materiali animali ugualmente definiti avorio, ma di qualità inferiore.
L'avorio di elefante è il più ricercato e più facilmente lavorabile. Nel corso dei secoli gli artigiani cinesi hanno sempre avuto a disposizione zanne di elefante da intagliare. Nel primo capitolo sono analizzate le modalità della disponibilità di avorio in Cina secondo criteri storico-geografici, sottolineando la presenza del materiale nelle varie dinastie.
Le qualità dell'avorio risiedono nella sua struttura la quale, in sede di lavorazione, pone comunque dei limiti all'opera dell'artigiano: un abile intagliatore è chi riesce a sfruttarne appieno - esaltandole - tutte le caratteristiche, ottenendo risultati assolutamente non raggiungibili con altri materiali. L'analisi della composizione del materiale, affrontata nel secondo capitolo, unitamente a una panoramica dei maggiori metodi di datazione a esso applicati, hanno condotto a un'indagine dei processi di lavorazione impiegati dagli artigiani cinesi. Questa indagine, proposta nel terzo capitolo, è volta da un lato a chiarire le varie modalità di approccio al materiale, dall'altro a cercare di rivelare il 'segreto' oppure
i 'segreti' degli intagli in avorio cinesi, caratterizzati da bellezza e abilità spesso inaspettate.
L'indagine delle varie fasi della lavorazione è preceduta da alcune considerazioni sulla figura dell'intagliatore cinese.
Nel quarto capitolo viene presa in esame la produzione di avori cinesi nelle diverse dinastie sulla base dello stato attuale dei ritrovamenti. La quasi totalità degli avori considerati è conservata in collezioni e musei occidentali. Gli avori sono analizzati principalmente in base al loro utilizzo e sotto il profilo tecnico-realizzativo, evidenziando i mutamenti di stile tra le produzioni delle diverse epoche.
Nel capitolo quinto sono introdotte alcune problematiche concernenti due produzioni particolari di avori cinesi in relazione a una realtà europea che dal XVI secolo si faceva sempre più concreta lungo le coste dell'impero cinese. In particolare, alcuni avori citati conducono direttamente in un ambito poco indagato e per molti versi affascinante, ovvero i legami tra arte cristiana e arte cinese.

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INTRODUZIONE Il mondo delle arti minori cinesi ci offre un vasto scenario, per la maggior parte ancora inesplorato o indagato in modo generico. Soltanto alcune produzioni artistiche cinesi sono conosciute in occidente e molto spesso solo in relazione ai secoli più recenti della loro storia. Materiali come la giada o le ceramiche sono storicamente tenuti in alta considerazione in Cina e dagli stessi occidentali, i quali ne divennero molto presto degli attenti collezionisti. La lavorazione di questi materiali fu così oggetto di interesse degli studiosi europei e statunitensi. Il panorama delle arti cinesi è tuttavia molto articolato e poco conosciuto in molti suoi aspetti. Discipline come la lavorazione del vetro –arte antichissima in Cina–, l’intaglio delle pietre dure 1 oppure l’oreficeria –arte dalle solide tradizioni ma nota agli europei solo nelle forme dei beni da esportazione per i mercati portoghesi, olandesi e inglesi– sono quasi del tutto sconosciute in occidente. In altri casi, come per esempio la lavorazione del bambù o i tessuti, le conoscenze sono più ampie, ma presentano ancora margini di approfondimento. Il presente lavoro prende in considerazione una di queste discipline ‘minori’, l’intaglio dell’avorio. La lavorazione dell’avorio in Cina ha origini molto antiche. Esempi di avorio inciso o lavorato in rilievo sono già riscontrabili alcuni millenni prima della nostra era, anche se spesso si trovano in uno stato avanzato di disgregazione a motivo della lunga permanenza nel sottosuolo. L’avorio di questa fase arcaica è difficilmente distinguibile dall’osso, anch’esso similmente inciso. 1 Agata, turchese, corniola, malachite, lapislazzuli, cristallo, talco e rubino sono le principali pietre dure al di fuori della giada, la quale per tradizione occupa un posto a sé nelle arti cinesi.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: David Romanini Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4408 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 11 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.