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Risoluzione delle antinomie giuridiche tramite il criterio gerarchico

Questo lavoro disamina la risoluzione delle antinomie giuridiche tramite il criterio gerarchico

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PREMESSE Nel termine stesso di “ordinamento”, è connaturata un’esigenza regolatrice tesa a ricondurre ad unità coerente la molteplice diversità di norme derivanti da diverse fonti in esso riconosciute o da esso stesso istituite, senza di che, l’ordinamento non sarebbe tale, ma informe coacervo di norme, tra loro scollegate o, ancor peggio, contraddittorie. Quest’esigenza venne avvertita fin dagli albori della civiltà umana ma i primi riferimenti storici di cui ci è dato sapere risalgono alla compilazione giustinianea. È generalmente noto come il criterio più semplice, attraverso il quale, ab antiquo, si realizza tale esigenza unitaria, sia quello cronologico, alla stregua del quale la norma successiva nel tempo prevale sull’antinomica anteriore. Sennonché, il criterio cronologico, esso stesso non esente da chiare deviazioni (basti pensare a quel che si intende col brocardo latino lex posterior generalis non derogat priori speciali; generi per speciem non derogatur), se anche fosse sufficiente nell’ipotesi limite di un ordinamento che ammettesse un solo ed unico tipo di fonti, si riduce a

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesco Falconi Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2078 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.