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Diventare genitori nella tarda modernità. Percorsi di formazione, nuove responsabilità e aspettative sociali.

Nelle nostre società individualizzate e secolarizzate si discute tantissimo di e intorno ai figli, ma se ne fanno pochi. La lista degli esperti in possesso di titoli per elargire consigli e insegnare norme di comportamento alle coppie che si apprestano a diventare genitori si allunga infatti di giorno in giorno – coprendo uno spettro che va dal ginecologo al grafologo – mentre i tassi di natalità rimangono tenacemente sotto la soglia di sostituzione.
L’obiettivo di questo lavoro è comprendere in che modo i nuovi genitori della tarda modernità si preparano alla nascita del loro primo figlio, attraverso quali figure e quali canali acquisiscono le competenze necessarie ad affrontare questo passaggio fondamentale della loro vita, in che modo l’esperienza della gravidanza, del parto e del puerperio sono mutate negli ultimi decenni.
La tesi di questo lavoro è che nel contesto della seconda modernità il percorso che porta i giovani adulti a diventare genitori sia caratterizzato da una interruzione della trasmissione di esperienza tra le generazioni, dall’assenza di un sapere sui bambini, dall’influenza crescente dei sistemi esperti che si traduce da un lato in una professionalizzazione della genitorialità dall’altro in una medicalizzazione di tutta l’esperienza della gravidanza, del parto e delle attività di cura del bambino. Queste modificazioni non producono effetti solo sulle modalità di formazione, ma impongono ai nuovi padri e alle nuove madri responsabilità sconosciute ai genitori delle epoche e dei decenni precedenti e inducono inedite aspettative sociali verso la nuova famiglia.

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Introduzione Non avevamo affatto bambini però ne parlavamo continuamente, come li avremmo vestiti, come gli avremmo parlato, come li avremmo educati [...]. HEINRICH BÖLL, Opinioni di un clown Come il clown Hans Schnier e la sua amata Maria, anche nelle nostre società individualizzate e secolarizzate si discute tantissimo di e intorno ai figli, ma se ne fanno pochi. La lista degli esperti in possesso di titoli per elargire consigli e insegnare norme di comportamento alle coppie che si apprestano a diventare genitori si allunga infatti di giorno in giorno – coprendo uno spettro cha va dal ginecologo al grafologo – mentre i tassi di natalità rimangono tenacemente sotto la soglia di sostituzione. L’obiettivo di questo lavoro è comprendere in che modo i nuovi genitori della tarda modernità si preparano alla nascita del loro primo figlio, attraverso quali figure e quali canali acquisiscono le competenze necessarie ad affrontare questo passaggio fondamentale della loro vita, in che modo l’esperienza della gravidanza, del parto e del puerperio sono mutate negli ultimi decenni. La mia tesi è che nel contesto della seconda modernità il percorso che porta i giovani adulti a diventare genitori sia caratterizzato da una interruzione della trasmissione di esperienza tra le generazioni, dall’assenza di un sapere sui bambini, dall’influenza crescente dei sistemi esperti che si traduce da un lato in una professionalizzazione della genitorialità dall’altro in una medicalizzazione di tutta l’esperienza della gravidanza, del parto e delle attività di cura del bambino. Queste modificazioni non producono effetti solo sulle modalità di formazione, ma impongono ai nuovi padri e alle nuove madri responsabilità sconosciute ai genitori delle epoche e dei decenni precedenti e inducono inedite aspettative sociali verso la nuova famiglia. Scienza e medicina hanno trasformato l’esperienza del parto in un evento sempre meno rischioso per la madre e il bambino. I tassi di mortalità perinatale sono scesi a livelli mai così bassi nella storia dell’uomo e non rientra certo tra gli obiettivi di questo lavoro mettere in discussione i protocolli medici e diagnostici che caratterizzano oggi l’esperienza della gravidanza e del parto, invocando magari un improbabile “ritorno al passato e alle tradizioni”. Ciò che qui si vuole analizzare sono le conseguenze sociali di queste modificazioni, conseguenze non sempre volute e non sempre positive. 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luigi Bechini Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4478 click dal 11/04/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.