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Open source: filosofia, applicazioni e sviluppi

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Luciano Tornatola
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Scienze Manageriali
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Antonio Cilli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 248

Il fenomeno Open Source, sin dalla sua nascita, ha attraversato periodi travagliati ma entusiastici costellati di traguardi e conquiste grazie all’impegno di tutti i suoi proseliti. Gran parte del successo, comunque, è dovuto alla filosofia innovativa a base del movimento il cui sviluppo si è spesso scontrato con realtà economiche o in contrasto con altri modelli di sviluppo Software.
Sicuramente uno stimolo propulsivo alla sua evoluzione è stato indotto agli effetti
economici e sociali introdotti dalla diffusione della rete Internet e soprattutto dalle
tecnologie ad essa connesse.
Di fondamentale importanza è stato, inoltre, l’avvento del fenomeno peer-to-peer caratterizzato da una struttura relazionale di tipo orizzontale tra una molteplicità di soggetti che ben si coniuga con la filosofia Open Source che ha tratto i suoi maggiori benefici evolutivi proprio da questa interoperatività e scambio di informazioni.
Internet ha sicuramente rappresentato il fattore chiave per un progresso prodigo di scoperte ed innovazioni in molti settori essendo caratterizzato da potenzialità
davvero enormi dovute all’annullamento delle distanze, apertura, libertà di accesso ed espressione, non esclusività, non controllabilità, democraticità.
E’ anche emblematico che, nel suo significato intrinseco, il termine Open Source sia sinonimo di apertura e libertà e sia sostenuto da una naturale e spontanea adesione culturale carica di valori ed ideologie apportate dai suoi numerosi proseliti.
Di fondamentale importanza risulta in questo ambito il concetto di comunità di sviluppo dove le idee innovative a cui tutti possono attingere non devono necessariamente sottostare a contribuzioni con denaro o con altri prodotti della conoscenza.
E proprio questo aspetto che può sembrare un punto debole, quasi un ostacolo al raggiungimento di risultati concreti, viene invece disatteso sfruttando proprio le diversità presenti nella comunità degli sviluppatori grazie alla presenza di caratteristiche quali appunto l’eterogeneità dei soggetti, l’indipendenza e la volontarietà: queste doti, apparentemente incompatibili tra loro, diversamente che in un ambiente di sviluppo tradizionale, se opportunamente gestite e stimolate, e quindi non contrastate, apportano valore aggiunto di notevole entità.
La comunità Open Source è un sistema autoregolamentato ed in grado di garantire efficienza ed efficacia dei processi e produrre risultati apprezzabili e soprattutto è in grado di apprendere e sfruttare le nuove conoscenze per evolversi quasi alla stregua di un essere senziente.
Questi risultati hanno portato l’Open Source alla ribalta rendendolo meritevole di attenzione da parte di numerose imprese del mondo dell’Informatica determinando diversi contrasti: questa filosofia viene temuta, difesa, diffusa, ostacolata e sostenuta ma sicuramente non ignorata.
Si contrappongono strategie di privatizzazione o monopolizzazione di standard tecnologici a strategie di sviluppo di infrastrutture aperte e quindi predisposte ad interoperabilità fra prodotti diversi con spostamento del modello di business dalla semplice vendita di Software alla fornitura di servizi caratterizzando così l’Open Source a livello di una vera e propria strategia.
Sebbene l’Open Source presenti caratteristiche tali da renderlo difficilmente rappresentativo di un modello organizzativo, comunque riesce ad influenzare i modelli organizzativi tradizionali grazie a sue caratteristiche peculiari quali la dimensione progettuale, la dinamica di entrata e di uscita dei soggetti dal network a seconda dell’attività o rilevanza degli stessi o ancora grazie al ritorno in termini di immagine e valore reputazionale che da essi può derivare.
Per quanto riguarda la diffusione del concetto di apertura esso trova applicazione in talune attività legate in particolare a raccolta, organizzazione, accreditamento, diffusione e produzione di conoscenza con una prospettiva di sviluppo molto promettente anche in campi relativamente nuovi come quello della bio Informatica.
A fronte della diffusione dell’Open Source, e di una sua positiva evoluzione, occorre tuttavia osservare anche fenomeni involutivi che potrebbero essere innescati dalla modifica della legislazione vigente con l’introduzione della possibilità della brevettabilità del Software.
Al fine di esplorare il mondo Open Source sarà comunque opportuno, oltre che esprimere opinioni e critiche, effettuare un confronto con il modello di sviluppo Software di tipo proprietario incarnato nel suo massimo rappresentante ed avversario e cioè la Microsoft di Bill Gates.

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Introduzione 1) INTRODUZIONE. Il fenomeno Open Source, sin dalla sua nascita, ha attraversato periodi travagliati ma entusiastici costellati di traguardi e conquiste grazie all’impegno di tutti i suoi proseliti. Gran parte del successo, comunque, è dovuto alla filosofia innovativa a base del movimento il cui sviluppo si è spesso scontrato con realtà economiche o in contrasto con altri modelli di sviluppo Software. Sicuramente uno stimolo propulsivo alla sua evoluzione è stato indotto dagli effetti economici e sociali introdotti dalla diffusione della rete Internet e soprattutto dalle tecnologie ad essa connesse. Di fondamentale importanza è stato, inoltre, l’avvento del fenomeno peer-to-peer caratte- rizzato da una struttura relazionale di tipo orizzontale tra una molteplicità di sog- getti che ben si coniuga con la filo- sofia Open Source che ha tratto i suoi maggiori benefici evolutivi proprio da questa interoperatività e scambio di informazioni. Internet ha sicuramente rap- presentato il fattore chiave per un progresso prodigo di scoperte ed inno- vazioni in molti settori essendo caratterizzato da potenzialità davvero enormi dovute all’annullamento delle distanze, apertura, libertà di accesso ed espressione, non esclusività, non controllabilità, democraticità. 5

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