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Distruzioni dell'opera d'arte. Descrizione di casi

Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Isetta
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia e Gestione delle Arti e delle attività culturali
  Corso: Scienze economiche per l'ambiente e la cultura
  Relatore: Daniele Goldoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

Cosa succede quando i visitatori dei musei non si accontentano di fare da spettatori e interagiscono fisicamente con le opere esposte? Attenzione, non parliamo di arte interattiva, dove si pone al centro dell'opera lo spettatore, il quale da semplice fruitore passivo ne diventa l’attivatore, che partecipa fisicamente ed empaticamente alla creazione artistica, premendo bottoni o azionando meccanismi, bensì di quadri, sculture, monumenti, installazioni che divengono il bersaglio di particolari atti di “vandalismo artistico”.
Il mondo artistico è stato spesso vittima di atti dannosi: centinaia di dipinti, sculture nei musei e opere di esposizioni in giro per il mondo sono stati danneggiati volontariamente, dissacrati e distrutti: colpiti con coltelli, tagliati con asce, decapitati e lapidati, sfregiati e pugnalati, assaliti con acido, dipinti con spray, scalfiti, graffiati e ricoperti con graffiti. Ma non solo opere “tradizionali” sono state obiettivo di attacchi da parte di vandali artistici, anche opere moderne e contemporanee sono state rese vulnerabili ad attacchi nei modi più strani ed eclatanti. È agghiacciante scoprire la grande quantità di eventi distruttivi che ha per protagonista opere d’arte e patrimoni artistici e capire come qualsiasi misura di sicurezza o provvedimento non riesca a fermare o diminuire questo fenomeno.

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UNIVERSITÀ CA’ FOSCARI DI VENEZIA LAUREA SPECIALISTICA INTERFACOLTÀ IN ECONOMIA E GESTIONE DELLE ARTI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI Sabrina Isetta DISTRUZIONI DELL’OPERA D’ARTE. DESCRIZIONE DI CASI NOTA INTRODUTTIVA 1 NOTA INTRODUTTIVA Cosa succede quando i visitatori dei musei non si accontentano di fare da spettatori e interagiscono fisicamente con le opere esposte? Attenzione, non parliamo di arte interattiva, dove si pone al centro dell'opera lo spettatore, il quale da semplice fruitore passivo ne diventa l’attivatore, che partecipa fisicamente ed empaticamente alla creazione artistica, premendo bottoni o azionando meccanismi, bensì di quadri, sculture, monumenti, installazioni che divengono il bersaglio di particolari atti di “vandalismo artistico”. Attraverso la storia, le opere d’arte hanno subito danni e distruzioni per una serie di cause che spaziano tra i pericoli ambientali e i disastri naturali, i mezzi artistici instabili, gli atti vandalici, il riciclaggio di materiali, le vicissitudini politiche, l’iconoclastia religiosa, i cambiamenti nel gusto, le oscillazioni nella domanda del mercato artistico, i tentativi di censura, gli sforzi di restauro benefico e la mera mancanza di cura. Di queste cause, alcune sono imprevedibili o connesse a capricci individuali (come nel caso del vandalismo, provocato da persone psicologicamente instabili o iconoclasti, per motivi politici, di disapprovazione morale o desiderio di notorietà e proprio per questo, le distruzioni di questa sorta sono più difficili da prevedere, a dispetto delle misure di sicurezza prese dai musei), mentre altre riflettono le mode nella storia dei gusti, i cambiamenti nelle idee politiche o nei valori estetici o morali. Questa molteplicità di motivi permette di denunciare l’ampia eterogeneità dei fenomeni, che rientrano nel generico concetto di “distruzione delle opere d’arte”, che include sia le opere d’arte, sia l’atto distruttivo, compresi i moventi della distruzione. In alcuni casi si parla di incidenti come leitmotiv nelle distruzioni dell’arte, ma in altri – e più frequenti eventi – subentra il carattere vizioso e patologico degli attacchi contro l’arte, dove si intuisce la rottura nella comunicazione dell’artista tra il suo lavoro elitario e i visitatori impreparati, la cui risposta può sfociare in sentimenti di inferiorità, alienazione e in atteggiamenti di aggressione. Tra i vari motivi di attacco ad opere d’arte subentrano anche quelli religiosi, politici o propagandistici, ma tutto rientra tra i due opposti poli di “creazione” e di “distruzione”: il destino dell’arte è costretto a seguire il continuo progresso delle interferenze iconoclastiche con il suo stato originale, che comportano riparazioni, abbellimenti, restauri ed alterazioni. La sopravvivenza dell’arte dipende inoltre dalla selettiva preservazione decisa da coloro che sono in carica e devono valorizzare, tutelare e trasmettere ai posteri il patrimonio culturale, che a loro volta accordano valori alle opere d’arte o monumenti in base a punti di vista non solo estetici, ma anche culturali, politici ed economici. Se nel XIX e XX secolo, la distruzione delle opere artistiche è stata trascurata dagli storici dell’arte, è stata invece studiata da altri studiosi come sociologi, criminologi, psichiatri e psicoanalisti, che hanno vagliato il complesso fenomeno attraverso approcci basati su diversi tipi di

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Parole chiave

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buddha di bamiyan
censura politica
contestatori
danni
dichiarazioni/convenzioni internazionali
distruzione
iconoclastia
microeconomia della distruzione artistica
opere d'arte
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