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La rinuncia agli atti del giudizio

La rinuncia agli atti del giudizio è un istituto processuale necessario per l'abbandono della causa una volta instaurata con la domanda dell'attore. Partendo da una breve premessa storica, relativa all'evoluzione dell'istituto dal codice del 1865 alla disciplina attuale, saranno esaminate le caratteristiche principali, quali i soggetti, la natura giuridica della renuncia, la necessità dell'accettazione nei casi in cui è richiesta, la conseguente disciplina delle spese processuali, la rinuncia nei processi con pluralità di parti e la rinuncia nei giudizi di gravame.

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INTRODUZIONE L’oggetto dell’elaborato è l’istituto processuale della rinuncia agli atti del giudizio, regolata dall’articolo 306, nel capo VII (Della sospensione interruzione ed estinzione del processo), del titolo I (Del procedimento davanti al tribunale), del Libro II (Del processo di cognizione), del codice di procedura civile. La rilevanza dell’argomento è relativa al fatto che proponendo la rinuncia agli atti del giudizio, la parte che ha proposto la domanda, dando inizio al processo, interrompe il giudizio che non si conclude con il naturale epilogo della sentenza, ma con una dichiarazione di estinzione pronunciata dal giudice. La trattazione inizierà con l’evoluzione storica della rinuncia agli atti del giudizio, ovvero delle relative disposizioni del codice di procedura civile del 1865, le quali prevedevano che la rinuncia potesse essere fatta solo per iscritto e richiedevano l’accettazione, in ogni caso, da parte del convenuto e la disciplina proposta nei progetti di riforma del codice. Saranno poi analizzati i soggetti della rinuncia agli atti del giudizio: quindi il legittimato attivo, ovvero la parte attrice, e il legittimato passivo, ovvero la parte convenuta in giudizio, oltre che la relativa capacità e rappresentanza. Successivamente verrà trattata la dichiarazione di rinuncia dell’attore relativamente alla natura giuridica, ai requisiti di forma e all’oggetto della rinuncia. La dichiarazione di accettazione del convenuto, che non è sempre richiesta, ma solo nei casi previsti dall’articolo 306 c.p.c.. Verranno analizzate anche le modalità e conseguenze dell’abbandono del giudizio, e quindi, il provvedimento con il quale il giudice dichiara l’estinzione del processo e gli effetti che questo comporta, ovvero l’estinzione e la disciplina relativa alla liquidazione delle spese del processo estinto. Infine sarà trattata la possibilità di rinunciare agli atti nel giudizio di appello e nel giudizio di Cassazione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Cassano Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.