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Il Bund e la critica al Sionismo

Il fulcro di questa ricerca storico-politica verte sull'analisi della peculiare questione nazionale costituita dalla questione ebraica da un punto di vista diverso sa quello sionista, cioè quello del Bund, un gruppo del movimento operaio che dovette decidere se mettere in primo piano le istanze nazionaliste o se inserirsi in maniera organica nel panorama socialista.

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Dopo le tesi e gli articoli pubblicati su Tesionline, che mi hanno fruttato il primo contratto di pubblicazione, vi presento le mie prime opere uscite, in attesa delle ulteriori attualmente in stampa:

Collaborazione (ricerche ed interviste ai discendenti dei lavoratori, integrazione, rielaborazione scientifica) al capitolo sui lavoratori stranieri all'Obersalzberg “Fremd"- oder "Zwangsarbeit"? Ausländereinsatz unter Tage nella terza edizione del libro di Florian Beierl Hitlers Berg. Licht ins Dunkel der Geschichte, Berchtesgaden, Plenk, 2010;

Co-curatrice e co-autrice assieme a Fabio Montella, Francesco Paolella, Michele Bellelli, Fiorenza Tarozzi, Mirtide Gavelli, di una nuova pubblicazione su temi inediti Una regione ospedale. Medicina e sanità in Emilia-Romagna durante la Prima guerra mondiale, Bologna, CLUEB, 2010.

In particolare, oltre alla partecipazione alla generale revisione ed impostazione dell'opera, ho redatto l'introduzione ed un'interessantissima nonché inedita storia sociale comparata dell'influenza spagnola in provincia di Modena e nel Land Salisburgo. Ho anche avuto l'onore di presentare la ricerca alla conferenza annuale dell'Associazione austriaca di storia sociale della medicina nel giugno 2010.

Felicita Ratti, luglio 2010

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2 INTRODUZIONE La questione ebraica trova senza dubbio nel secolo diciannovesimo un momento cruciale. E’ in questo secolo, infatti, che emergono le idee del nazionalismo e del socialismo. Fra di esse si instaura una complessa dialettica, nella quale si inserisce senza ombra di dubbio la questione ebraica: appare conseguente il fatto che proprio nel diciannovesimo secolo si arrivi all’elaborazione di quella teoria che da essa trae origine e che cerca di trovare una soluzione, attingendo sia ad istanze di liberazione nazionale – qualora non nazionaliste- sia ad istanze socialiste, cioè il sionismo. Nazionalismo, socialismo, sionismo: immensi contenitori che racchiudono un’infinità di significati; correnti di pensiero che, a seconda del paese e dell’ambiente sociale prendono un’infinità di declinazioni diverse, tanti percorsi che talvolta si intersecano, talvolta si scontrano. Il Bund, o meglio l’”Unione generale dei lavoratori di Lituania, Polonia e Russia” è un caso in cui effettivamente le istanze dei movimenti di liberazione nazionale e di quelli rivoluzionari per l’emancipazione sociale si incontrano. Questa “associazione inclusiva”, come la definiscono i fondatori, intende raccogliere tutti i lavoratori ebrei della Russia zarista, inizialmente senza delineare un programma definito ed ideologico, e quindi senza requisiti altamente selettivi per l’adesione. Tuttavia la rilevanza di temi quale la questione ebraica e le rivendicazioni dei movimenti socialisti danno ben presto luogo ad una complessa dialettica, sia al suo interno, sia al suo esterno, che originano una nuova definizione del suo programma, maggiormente attenta ai problemi dei lavoratori ebrei (segregazione, oppressione, persecuzione), ma senza perdere mai di vista l’ottica socialista, essenziale per i fondatori. Proprio per questo il Bund, a differenza di altre organizzazioni che sostenevano una combinazione di sionismo e socialismo, non si mette mai al servizio del sionismo. Al contrario, pur ricevendo critiche da Lenin e Trotskij, esso partecipa alla Rivoluzione del 1905 e, di

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Felicita Ratti Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.