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Identità e alterità nella pratica di scrittura di Malika Mokeddem

La tesi, dal titolo Identità e alterità nella pratica di scrittura di Malika Mokeddem, è articolata in due parti, la prima affronta questioni di carattere generale ma fondamentali per la successiva analisi. Sono trattati argomenti che riguardano i rapporti tra la Francofonia ed il postcolonialismo, i femminismi e la scrittura cosiddetta femminile (nel contesto occidentale ed in quello “francofono” mediterraneo), e, infine, un excursus sul movimento femminile in Algeria legato anche ai fatti storici più salienti dalla colonizzazione ai giorni nostri, oggetto trasversale della narrazione di Mokeddem.
Nella seconda parte, dopo una presentazione dell’autrice come voce del Maghreb contemporaneo, si è proceduto all’analisi di tre romanzi dell'autrice. La scrittura cosiddetta migrante ha dato luogo a larghi spazi di riflessione critica; specie per quel che riguarda i testi femminili, si affronta la tematica dei meccanismi propri della lingua e la risonanza sociale che questi testi hanno: l’identità, soprattutto di genere, l’alterità e il livello comunicativo della lingua sono le tematiche che ho analizzato in particolar modo e che costituiscono, tutto sommato, l’essenza stessa del vissuto e della pratica letteraria della/o scrittore-scrittrice detta/o migrante, nomade, straniera/o.

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5 INTRODUZIONE Nel 1984 Luce Irigaray definì la differenza sessuale come l'impensato che la nostra epoca deve pensare 1 . La cultura occidentale, infatti, è stata, fin dalla sua origine, cultura, pensiero e sapere di un solo soggetto, quello maschile, presentatosi, però, come universale e neutro. La differenza originaria dell'essere uomo/donna, l'esistenza cioè di due soggetti, non ha trovato espressione, rimanendo, così, puro dato biologico. La differenza, però, non è quella che marcherebbe il femminile, intesa come svantaggio da superare per ‘uguagliare’ la misura – compiutamente umana – del maschile; è invece la differenza che distingue reciprocamente i due sessi ciascuno dei quali è, in sé, compiutamente umano. Questo vuol dire che il femminile non pretende di sostituirsi al maschile: consapevole della propria parzialità, non vuole porsi come soggetto unico. Il pensiero della differenza propone dunque di pensare la realtà, il mondo, a partire dall’accettazione consapevole del proprio essere 1 Luce Irigaray, Ethique de la différence sexuelle, Paris, Editions de Minuit, 1984.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Dipartimento di Scienze linguistiche e filologiche

Autore: Vito Pecoraro Contatta »

Composta da 359 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2082 click dal 06/05/2008.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.