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Analisi idraulico-ambientale del sistema Gran Sasso

Implementazione di analisi regressive per lo studio dell'interazione fra lo scavo delle gallerie autostradali dell'A24 e l'acquifero all'interno dell'ammasso orografico del Gran Sasso, valutazione dell'abbassamento del livello di falda e delle sue conseguenze sull'ambiente naturale del centro-Appennino, anche in relazione alla presenza dei laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed esame degli interventi di risistemazione e salvaguardia.

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PREMESSA L’imponente massiccio del Gran Sasso, il gruppo montuoso più alto di tutto l’Appennino, ha sempre rappresentato l’ostacolo naturale alle comunicazioni fra i versanti tirrenico ed adriatico della Penisola italica. Sin dall’epoca dei Romani, le fiorenti rotte commerciali che si aprivano verso oriente ne avevano imposto l’aggiramento, per facilitare l’arrivo a Roma delle pregiate mercanzie che i discendenti della gloriosa civiltà dei Piceni già da secoli importavano dalla Grecia. Percorrere le impervie strade interne era tuttavia una sfida contro le insidie riservate dai briganti che ne infestavano i valichi e dal maltempo che vi si abbatteva con inaudita violenza. Così, più di un secolo fa, risuonarono da Campo Imperatore le strofe dell’inno che l’Arcivescovo dell’Aquila, Monsignor Antonio Vicentini, dedicò nel luglio 1875 al sublime spettacolo offertogli dalla natura: “E forse un giorno stridere di fuoco una corrente udrem fra queste viscere, quasi fucina ardente, che nuovo schiuda un tramite fra l’uno e l’altro mar.” La A24 costituisce oggi, quasi l’avverarsi di un’arcana profezia, l’agognato collegamento fra i due mari: insieme alla biforcazione A25 per Pescara, rappresenta il sistema autostradale cardine per l’attraversamento dell’Italia centrale dal Tirreno all’Adriatico ed acquista particolare rilievo in quanto si pone sia come alternative all’Autostrada del Sole per il traffico commerciale dal Nord Adriatico verso Roma ed il Napoletano, sia come veloce e comoda via al turismo di massa proveniente dalla Capitale. L’altitudine media ed il forte innevamento non hanno consentito l’attraversamento del massiccio, fra L’Aquila e Teramo, con strade ordinarie a percorrenza veloce: l’unica via pre-esistente era la tortuosa SS80, realizzata già sotto il regime borbonico, che segue il bordo settentrionale del massiccio, lungo la Valle del Vomano, ed attraversa l’impervio Passo delle Capannelle (1300 m s.l.m.). Durante il periodo invernale vento e neve vi si

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Giuseppe Gaspari Contatta »

Composta da 264 pagine.

 

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