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Il nulla e la libertà. Heidegger e Dostoevskij

L'obiettivo di questa tesi è stato quello di leggere filosoficamente i romanzi di Dostoevskij. Il termine filosofico di confronto con il pensiero dostoevskiano è stato Heidegger riguardo i temi del nichilismo e dell'esistenza. Questo confronto è stato affrontato attraverso le figure del nulla e della libertà, rivolgendo perticolare attenzione al cambiamento delle stesse nel corso della speculazione heideggeriana. Simili nel modo di considerare l'esistenza, che entrambi vedono come qualcosa di tragico, e nella critica al nichilismo, Heidegger e Dostoevskij differiscono profondamente nel modo di considerare la libertà. Sulla base della distanza che i due autori esprimono sulla libertà è possibile asserire che il confronto svolto in questo scritto è anche un confronto tra un penseiro dell'essere, quello di Heidegger e un pensiero dell'uomo, quello di Dostoevskij. Quest'ultimo provoca la filosofia heideggeriana rigurado i temi dell'uomo e della sua libertà, assorbiti dalla più essenziale questione dell'essere.

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4 Avvertenza Leggere filosoficamente Dostoevskij significa lasciar irrompere, nell’orizzonte della filosofia, le molte e decisive questioni che, attraverso i personaggi, vengono affrontate nei suoi romanzi. L’ipotesi di un punto di vista assoluto e superiore, nella lettura filosofica dei romanzi, che qui viene proposta, deve essere revocata. Heidegger è il termine filosofico di confronto con il pensiero dostoevskiano, riguardo ai concetti di esistenza e di nichilismo. Entrambi si confrontano con l’enigmaticità dell’esistenza umana e con il fenomeno del nichilismo. La concezione dostoevskiana di nichilismo ha comportato un inevitabile confronto con Nietzsche, che è puntualmente avvenuto. Del resto, è stato lo stesso Nietzsche ad aver avvertito una profonda affinità con le tematiche dostoevskiane. È stato proprio Nietzsche, interpretato da Heidegger come colui che porta a compimento la storia della metafisica occidentale, identificando l’essere con la volontà di potenza, a costituire, riguardo al tema del nichilismo, il collegamento tra Heidegger e Dostoevskij. Heidegger legge Dostoevskij negli anni di Friburgo appassionatamente, anche se di Dostoevskij, come ben si sa, nella sue opere, non vi è traccia. Dostoevskij può essere considerato un nostro contemporaneo per l’acume diagnostico e per la forza profetica delle sue descrizioni. Nel romanzo I demoni, sono di una straordinaria preveggenza le descrizioni, da lui fornite, su differenti concretizzazioni di nichilismo; descrizioni tutte, da Dostoevskij, radicalizzate e criticate. Il romanziere russo sembra molto conscio della pericolosità delle dinamiche interne al nichilismo. Lo stesso si può dire di Heidegger, che vede nel nichilismo il presupposto teorico e pratico dell’avvento della tecnica, nella quale l’uomo è signore incontrastato dell’ente, e in cui si fa particolarmente acuta la lontananza dell’essere. Il confronto tra Heidegger e Dostoevskij non ha, tuttavia, come finalità di ridurre all’identità questi due pensatori che sono e rimangono molto diversi nel modo di affrontare i problemi suddetti e nelle risoluzioni a questi problemi, quanto, piuttosto, di considerarli nella loro particolarità e differenza. Dostoevskij, profondamente cristiano, durante tutto il corso della sua attività di romanziere, fu uno strenuo difensore dell’uomo e della sua libertà. Heidegger, per tutto l’arco del suo

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Augusta Ferrari Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4221 click dal 14/05/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.