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L'associazione sportiva nei profili tributari

Secondo l’Istat, la base sportiva nel nostro Paese conta più di 30 milioni di persone che praticano (assiduamente o meno) un’attività sportiva. Tale esercito in “scarpette da ginnastica” ha permesso all’Italia di ottenere risultati prestigiosissimi in tutte le massime competizioni internazionali. Ad esso sono rivolti gli studi di esperti internazionali che guardano al fenomeno come all’ennesimo caso di “miracolo italiano”: può un’organizzazione sportiva che non si poggia né sullo Stato (come avviene per tutti i Paesi dell’Est europeo), né sui college universitari (tipico dei Paesi anglosassoni), né tanto meno sulla scuola (come nella maggior parte dei più avanzati Paesi europei) essere una fucina di campioni? Sicuramente la risposta non possiamo trovarla negli elementi poc’anzi indicati proprio per la marginalità del ruolo svolto, non sufficiente quindi, a giustificare le attuali proporzioni del fenomeno sportivo italico. Secondo noi, invece, il vero motore propulsivo, l’elemento base è da individuarsi nelle “associazioni sportive”, liberi organismi nati dalla volontà e dall’entusiasmo di poche persone capaci di gestire fruttuosamente le tante risorse umane e le poche risorse strutturali. Secondo dati del C.O.N.I. risulta che attualmente esse siano circa 100.000, distribuite in maniera abbastanza uniforme su tutto il territorio italiano, e con un numero di operatori volontari che tocca quota 900.000 unità. Tutto questo in un ambiente dove lo Stato ha mostrato un distacco che affonda le sue origini nella mancanza di una seria programmazione politica e sociale; basta pensare che l’Italia è l’unico Paese al mondo in cui non è lo Stato che finanzia lo Sport ma è lo Sport che finanzia lo Stato, attraverso le entrate del Totocalcio e del Totogol, “legati all’aleatorietà degli umori e delle sorti della disciplina più popolare” .
In Italia l’attività sportiva fa capo al C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) che ha il compito di organizzare e potenziare lo sport nazionale al fine del miglioramento psicofisico dell’individuo. Esso nacque nel 1907 come organizzazione privata; vent’anni più tardi il regime fascista gli attribuì il ruolo di “Federazione delle Federazioni”; successivamente, poi, gli fu riconosciuta la personalità giuridica, confermata dalla legge istitutiva n. 426 del 1942.
Tale ente regola l’attività sportiva attraverso le 39 Federazioni che controllano determinati settori sportivi di loro competenza. Le associazioni sportive, per svolgere la loro attività e beneficiare delle garanzie stabilite dall’ordinamento sportivo, devono affiliarsi alle rispettive Federazioni.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Salvatore Verdoliva Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3574 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.