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La responsabilità precontrattuale: il dovere d'informazione nella prassi bancaria

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Caprioli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Prof. Sassi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 253

La tesi affronta il tema della responsabilità precontrattuale di cui agli artt. 1337 e 1338 c.c., in primo luogo dal punto di vista prettamente civilistico, ossia quale reazione dell’ordinamento giuridico a quei comportamenti scorretti e contrari a buona fede tenuti durante la fase formativa del contratto che, di frequente, espongono il contraente ignaro al rischio di subire danni di gran lunga maggiori a quelli rappresentati dal normale alea contrattuale. Nella seconda parte della tesi, invece, si è cercato di appurare la concreta operatività della responsabilità precontrattuale nell'ambito dell'attività bancaria, con particolare attenzione alla tematica del danno derivante dalla circolazione di informazioni economiche inesatte da parte degli intermediari finanziari, ossia di tutti quei soggetti che prestano servizi d’investimento a titolo professionale. Invero, le innovazioni tecnologiche intervenute nel mercato finanziario e la creazione di prodotti sempre più sofisticati hanno determinato, di pari passo con la crescita degli investimenti, anche l’incremento di asimmetrie informative tra intermediari finanziari e clienti (rectius: investitori), tanto da non consentire più a questi ultimi, come hanno evidenziato alcuni recenti scandali finanziari, di valutare con la dovuta consapevolezza la qualità del servizio resogli da tali professionisti, che del mercato e del suo funzionamento hanno (o dovrebbero avere) una totale conoscenza. Per tale ragione, dunque, il problema di fondo posto dal mercato dei valori mobiliari, è quello di trasferire al risparmiatore il maggior numero possibile di informazioni rilevanti circa i valori reali dei titoli esistenti sul mercato, così da consentire lui una adeguata valutazione sull’effettiva convenienza dell’investimento prospettato. A tal riguardo, dunque, si è tentato di proporre una prima lettura delle regole di condotta e (in particolare) degli obblighi informativi delle imprese d’investimento, quali risultanti dalla normativa comunitaria (direttiva CE n. 39/2004, 73/2006) e da quella nazionale (TUF e Regolamento Consob, modificati dal d.lgs. n. 164 del 17 settembre 2007), nonché delle possibili conseguenze e dei rimedi esperibili dall’investitore nel caso di violazione di tali regole comportamentali.

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7 CAPITOLO PRIMO LA RESPONSABILITÀ PRECONTRATTUALE SOMMARIO: 1. Profili storico-comparatistici della culpa in contrahendo.−2. Il dovere precontrattuale di buona fede.−3. L’art. 1337 c.c.: ambito oggettivo di operatività della normativa.−4. La tradizionale interpretazione riduttiva dell’art. 1338 c.c. .−5. Il dovere d’informazione oltre la validità: i c.d. “vizi incompleti del contratto”. 1. Profili storico-comparatistici della culpa in contrahendo. Il principio secondo cui deve necessariamente reprimersi ogni comportamento scorretto tenuto durante la fase delle trattative e della formazione del contratto, evidenzia come sia effettivamente realizzabile, pur nell’ambito dell’autonomia negoziale, il perseguimento di una visione per così dire solidaristica dei rapporti tra privati 1 . A tale conclusione, invero, sono ormai giunti tutti i moderni ordinamenti giuridici 2 , rappresentando di fatto il punto di arrivo di 1 Si veda, in tal senso, la Relazione del G. al Progetto preliminare del libro delle obbligazioni n. 163, secondo cui “Nuovo è pure l’art. 189 che impone alle parti, nelle trattative e nella formazione del contratto, l’obbligo di comportamento secondo buona fede. Questo obbligo difficilmente si ricava dal diritto vigente, nonostante che il principio di buona fede dominasse l’esecuzione dei contratti. Affermarlo esplicitamente è coerente alla concezione di un sano ordinamento giuridico… il quale dalla ricordata socialità ed eticità dei suoi principi trae il bisogno di un minimo di lealtà e di onestà anche nel libero giuoco degli interessi dei privati”. 2 Ne sono testimonianza, da un lato, le numerosissime opere incentrate, in tutto o in parte, sull’argomento; dall’altro si ricorda che una sezione del XIII Congresso Internazionale di Diritto Comparato, tenutosi a Montréal nell’agosto del 1990, si è occupata proprio delle tematiche relative alla culpa in contrahendo. Fino ad ora sono state pubblicate le seguenti relazioni nazionali: per l’Italia cfr. ALPA, Precontractual liability in Italian national Reports to the 13 International Congress of Comparative Law, Milano, 1990, p. 145. Per la Francia cfr. SCHMIDT-SZALEWSKI, La période precontractuelle en droit francais, in Rev. Int. Droit Comp., 1990, p. 545. Per l’Inghilterra

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Parole chiave

art. 100 bis del tuf
art. 1337-1338 c.c.
cirio, parmalat, argentina
consorzio di collocamento
culpa in contrahendo
d.lgs. n. 164 del 17 settembre 2007
direttiva ce n. 39/2004, 73/2006
disciplina del collocamento
dovere d'informazione
dovere di buona fede precontrattuale
duty of disclosure
intermediari finanziari
legge risparmio
natura contrattuale della responsabilità
natura della responsabilità precontrattuale
nullità virtuale
promotori finanziari
responsabilità da prospetto
risarcimento interesse negativo
sentenza cass. sez. un. 19 dicembre 2007, n. 26725
tertium genus
trasparenza, diligenza, correttezza
tuf e regolamento consob
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