Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il rapporto tra i negozi del centro storico ed i centri commerciali extraurbani

Il presente lavoro si prefigge lo scopo di definire il difficile rapporto esistente in Italia tra la distribuzione commerciale moderna, costituita dalle grandi superfici extraurbane, e il commercio nei centri storici, formato da una miriade di piccoli dettaglianti. Il problema è sorto di recente, circa 30 anni fa, quando, peraltro con molto ritardo rispetto agli altri paesi, nella penisola sono comparsi dei format di grande dimensione, tra tutti ipermercati e centri commerciali. L’avvento di nuovi players nel mercato della distribuzione ha trovato impreparati non solo i piccoli dettaglianti, che fino ad allora avevano goduto di una sorta di “rendita di posizione” derivante dall’atteggiamento sfavorevole del legislatore nei confronti del commercio moderno, ma anche gli enti locali, i quali hanno dovuto negli anni prendere atto dei cambiamenti in atto nella distribuzione e cercare di assecondare con varie misure l’atteggiamento favorevole dei consumatori alle nuove tendenze del dettaglio.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione Il presente lavoro si prefigge lo scopo di definire il difficile rapporto esistente in Italia tra la distribuzione commerciale moderna, costituita dalle grandi superfici extraurbane, e il commercio nei centri storici, formato da una miriade di piccoli dettaglianti. Il problema Ł sorto di recente, circa 30 anni fa, quando, peraltro con molto ritardo rispetto agli altri paesi, nella penisola sono comparsi dei format di grande dimensione, tra tutti ipermercati e centri commerciali. L avvento di nuovi players nel mercato della distribuzione ha trovato impreparati non solo i piccoli dettaglianti, che fino ad allora avevano goduto di una sorta di rendita di posizion e derivante dall atteggiamento sfavorevole del legislatore nei confronti del commercio moderno, ma anche gli enti locali, i quali hanno dovuto negli anni prendere atto dei cambiamenti in atto nella distribuzione e cercare di assecondare con varie misure l atteggiamento favorevole dei consumatori alle nuove tendenze del dettaglio. Il capitolo primo compie un rapido excursus storico sulle tipologie distributive di medio-grande dimensione importate dall estero ed oggi presenti in Italia; viene enunciata poi la legge-quadro sul commercio precedente alla riforma Bersani del 1998, la quale spiega in buona parte i ritardi del nostro paese su questo fronte. Il capitolo secondo Ł un analisi storica e descrittiva delle caratteristiche del principale competitor dei negozi dei centri urbani, vale a dire il centro commerciale. Il capitolo terzo delinea i problemi, diretti ed indiretti, generati al commercio cittadino italiano dall introduzione via via piø estesa dei centri commerciali extraurbani, difficolt peraltro a cui hanno dovuto far fronte a nche altre nazioni europee. Viene poi effettuata, tramite uno strumento ben noto nell economia aziendale e cioŁ la matrice SWOT, un analisi ed un confronto tra le caratteristiche del negozio cittadino e del centro commerciale extraurbano. Di quest ultimo poi si mette in luce un elemento di vantaggio di cui gode e che appare sempre piø importante nel suo business, vale a dire l aspetto dell entertainment o leisure. Infine si indica una soluzione, suggestiva ma ancora poco praticata, per i centri urbani allo scopo di uscire dall impasse: la costituzione del cosiddetto centro commerciale nat urale .

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Daniele Sarto Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2882 click dal 15/05/2008.

 

Consultata integralmente 20 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.