Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Scarface 1 e 2

Agli inizi degli anni trenta, si registra la prevalenza del film di gangster, che è da mettere in relazione allo sviluppo senza precedenti nella società americana della criminalità organizzata, legata al traffico illegale di alcolici indotto dal proibizionismo.
Il gangster è un eroe tipico della mitologia urbana allo stesso modo in cui il ‘pistolero’ lo era stato nell’America rurale della frontiera.
Il dato più evidente che contrassegna l’impossibile integrazione di questi emarginati nel sistema di valori dominanti, è l’analogia tra le loro carriere e quelle di qualsiasi altro cittadino deciso a dare la scalata al successo che questi film spesso sottolineano, suggerendo pertanto l’idea di un’incertezza di confini tra legalità e illegalità e di una simmetria tra sistemi di potere legali e illegali.
Questo lavoro è stato scritto con l’intento di mostrare come una sfrenata ambizione di potere possa condurre all’apice del delirio di onnipotenza. Saliti in cima ad una vetta irta di ostacoli, ci si trova ben presto in bilico, con l’ago della bilancia che oscilla tra la gioia ed il dolore, tra la vita e la morte. Il denaro, il potere, le donne, il lusso fastoso, apparentemente rappresentano il coronamento di un sogno, di una carriera all’insegna del sangue e del sudore, in cui il gangster è riuscito a plasmare la sua esistenza partendo dal nulla, un uomo che ha affrontato le difficoltà facendo leva esclusivamente sulle proprie forze, grazie anche e soprattutto ad un spietata crudeltà ed efferata violenza.
Questo costituisce il leitmotiv della carriera di Tony Camonte e di Tony Montana, due diverse denominazioni per uno stesso personaggio, protagonisti di due film che rappresentano dei pilastri sacri del cinema del ventesimo secolo. Tony Camonte, protagonista del capolavoro di Howard Hawks del 1932, un film che trae ispirazione da un romanzo di Armitage Trail, e Tony Montana, protagonista del celebre remake di Brian De Palma del 1983.
Entrambi i film, seppur con alcune differenze, rappresentate in particolar modo dal diverso contesto storico in cui vanno ad inserirsi, costituiscono l’emblema del voler tutto a tutti i costi. Film che viaggiano sull’onda di una spietata violenza e di una forte disillusione finale, che determina il tragico compimento dell’impresa dei due gangster.

Il primo capitolo, di carattere introduttivo, pone in primo piano la nascita del gangster-movie, un genere che prende spunto dalle vicende storiche di quel periodo. Parliamo degli anni del proibizionismo, fenomeno che caratterizzò, dal 1919 al 1933, un periodo di forti divieti, all’origine dei quali prenderà sempre più vigore la criminalità organizzata.

Il secondo capitolo è volto ad evidenziare le origini di un mito. Ci riferiamo al romanzo di Armitage Trail, dal quale Hawks riuscì a far emergere il personaggio di Tony Camonte ‘Scarface’, un uomo spregiudicato convinto di poter realizzare ogni suo desiderio.

Il terzo capitolo, ripercorre il duro lavoro effettuato nella preparazione e conseguente realizzazione di Scarface da parte di Hawks, un lavoro ostacolato in primis dall’attività dei censori e dal costante controllo della malavita. Nella seconda parte del capitolo, oltre a mettere in evidenza i caratteri di somiglianza e differenza tra i due film, vengono descritte le difficoltà affrontate da Brian De Palma, nella realizzazione del suo famosissimo remake. Fare un remake significa non solo basarsi sul capolavoro originale, ma dare quel tocco di novità e di eccentricità, utile a rendere il film un’ attrazione per il pubblico.

Il quarto capitolo mette insieme la genialità e l’estro di due grandi registi. Hawks riesce a mettere in piedi un film in soli undici giorni, grazie alla preziosa collaborazione di Ben Hecht alla sceneggiatura. Il lavoro sarà pieno di ostacoli, ma il suo orgoglio e la sua testardaggine permetteranno al film di vedere la luce nel 1932. Dal canto suo, De Palma, affidandosi alla bravura di Oliver Stone, è riuscito trasportare il personaggio di Scarface negli anni ’80, passando dal contrabbando di alcolici al traffico di droga.

Il quinto ed ultimo capitolo, pone a confronto i due diversi contesti storici. Il primo è rappresentato dalla Chicago di Capone, in cui la lotta per il traffico dell’alcool è all’ordine del giorno. Il secondo è rappresentato dalla Miami degli anni ’80, che in quegli anni divenne il principale centro per il flusso di droga.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Premessa Agli inizi degli anni trenta, si registra la prevalenza del film di gangster, che è da mettere in relazione allo sviluppo senza precedenti nella società americana della criminalità organizzata, legata al traffico illegale di alcolici indotto dal proibizionismo. Il gangster è un eroe tipico della mitologia urbana allo stesso modo in cui il ‘pistolero’ lo era stato nell’America rurale della frontiera. Il dato più evidente che contrassegna l’impossibile integrazione di questi emarginati nel sistema di valori dominanti, è l’analogia tra le loro carriere e quelle di qualsiasi altro cittadino deciso a dare la scalata al successo che questi film spesso sottolineano, suggerendo pertanto l’idea di un’incertezza di confini tra legalità e illegalità e di una simmetria tra sistemi di potere legali e illegali. Questo lavoro è stato scritto con l’intento di mostrare come una sfrenata ambizione di potere possa condurre all’apice del delirio di onnipotenza. Saliti in cima ad una vetta irta di ostacoli, ci si trova ben presto in bilico, con l’ago della bilancia che oscilla tra la gioia ed il dolore, tra la vita e la morte. Il denaro, il potere, le donne, il lusso fastoso, apparentemente rappresentano il coronamento di un sogno, di una carriera all’insegna del sangue e del sudore, in cui il gangster è riuscito a plasmare la sua esistenza partendo dal nulla, un uomo che ha affrontato le difficoltà facendo leva esclusivamente sulle proprie forze, grazie anche e soprattutto ad un spietata crudeltà ed efferata violenza. Questo costituisce il leitmotiv della carriera di Tony Camonte e di Tony Montana, due diverse denominazioni per uno stesso

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luigi Meglio Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1368 click dal 30/05/2008.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.