Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Dal pensare al sentire, il grounding. Il ritorno a casa

La bioenergetica e' stata creata da Alexander Lowen, allievo di Wiliehm Reich, allievo di Freud. Essa riconosce l'uomo in un identita' funzionale psicosomatica. I processi psichici e quelli mentali, cognitivi, sono la stessa cosa. Questa e' l'unica disciplina psicoterapeutica che comprende un'azione abbinata di verbalizzazione e lavoro sul corpo.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 INTRODUZIONE. Il GROUNDING IN BIOENERGETICA Quando la nostra vita incontra e si concede alla bioenergetica, essa sarà caratterizzata da un viaggio molto importante, quello che ci permetterà di riconquistare il nostro spazio interiore e l'autenticità di chi veramente siamo, per offrirla a noi stessi ed al mondo che ci circonda. Il nostro viaggio inizia col nostro ingresso nel mondo, sebbene io, come credente nella reincarnazione ipotizzo una scelta consapevole della famiglia in cui nascere allo scopo di evolvere il nostro viaggio karmico. Ci arriviamo nudi e indifesi nel mondo, vulnerabili ed aperti. Dipendenti da chi si prenderà cura di noi e guardiamo il mondo con totale amore e fiducia. Iniziamo a farci strada in un mondo difficile e, saranno fin troppe le occasioni di essere feriti, traditi e non approvati nella nostra naturale spontaneita’. Saremo bombardati fin da subito dai condizionamenti che arrivano da famiglia, scuola, società e religione, e non sara’ un impresa facile resistere a questo continuo attacco da parte del mondo che ci circonda con i pochi mezzi che abbiamo a disposizione. Succedera’ senza che neanche ce ne accorgiamo di trattenere il respiro nel tentativo di soffocare le emozioni naturali, negative o positive che siano, quando percepiamo che non sono gradite, pur senza capirne il perche’. E, assieme al respiro, cominceremo ad irrigidire i muscoli per difenderci e reprimere le nostre stesse sensazioni, vissute come conflittuali, come la rabbia, l'eccitazione, l'angoscia, il pianto, la gioia. Lentamente si andranno formando delle tensioni muscolari che, se in un senso ci proteggono dall'affrontare situazioni troppo difficili, dall'altro ci isolano da noi stessi e dal mondo, dall'amore e dalla fiducia originari, dal piacere e dalla gioia di vivere e dalla creatività. Questa corazza muscolare, nel tempo, diventera’ come un muro che frammenta l'unità dell'organismo e la sua capacità di funzionare spontaneamente nel suo naturale movimento pulsatorio. Nell’atto di respirare, infatti, il corpo si espande, inspirando, raggiunge un picco massimo e decresce, espirando e rilassandosi. In assenza di blocchi muscolari, trasportate sull'onda di questo movimento, scorrono le emozioni, i fluidi del corpo, il sangue, la linfa, i fluidi intracellulari e, si percepisce uno stato di benessere, di unione di se stessi e con tutto l'universo. Quando invece questa naturale autostrada energetica si intasa, rimaniamo incarcerati e troppo identificati con questi meccanismi difensivi, i quali, oramai, ci dominano. Spesso non ne siamo nemmeno consapevoli. Perdiamo fluidità, cronicizzandoci in un abitudine a reagire piu’ che ad agire in modo spontaneo, anche quando le condizioni esterne non sono poi cosi' allarmanti come lo erano state quando eravamo bambini.

Tesi di Master

Autore: Claudia Cavalcanti Contatta »

Composta da 23 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1267 click dal 30/05/2008.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.