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Il trattamento dei prigionieri di guerra: da Guantanamo ai ''voli segreti''

La definizione di prigioniero di guerra costituisce una delle parti fondamentali del diritto internazionale umanitario. Al tema sono, infatti, dedicate alcune norme basilari dello stesso. Il regime applicabile ai prigionieri di guerra è in larga parte regolato dalla III Convenzione di Ginevra, epigrafata proprio “trattamento dei prigionieri di guerra”.

All’indomani dell’11 settembre 2001, il Consiglio di Sicurezza, riunitosi d’emergenza, ha emanato la Risoluzione 1373 con cui si richiede a tutti gli Stati di adottare una serie di misure legislative, procedurali, economiche, aventi lo scopo di prevenire, proibire e punire gli atti terroristici.
L’Amministrazione Bush ha deciso di “trattenere” persone in un campo appositamente creato a Guantanamo Bay, a Cuba.
Le persone “trattenute” a Guantanamo sono definite, negli atti ufficiali, come “unlawful combatants” o come “enemy combatants”, non rientranti, quindi, nell’ambito di applicazione delle Convenzioni di Ginevra.

Con il termine “extraordinary rendition” si intende una procedura americana extra-giudiziale che comporta la consegna di sospetti criminali, generalmente presunti terroristi o sostenitori di gruppi che il Governo statunitense considera essere organizzazioni terroristiche, a Paesi che non siano gli USA per la detenzione e gli interrogatori.
In seguito a denunce di Human Rights Watch, del Washington Post e della rete televisiva ABC, è stata resa pubblica la circostanza che gli Stati Uniti consegnano persone a Paesi terzi, allo scopo di estorcere informazioni o confessioni più facilmente.
Tali consegne sarebbero avvenute per il tramite di “secret flights” che hanno solcato i cieli e gli aeroporti anche europei; ed è proprio attraverso le “tracce” lasciate da tali aerei che alcune organizzazioni per i diritti umani hanno scoperto questa pratica.
La CIA ha usato compagnie aeree private e di facciata per mantenere la segretezza sui trasferimenti di prigionieri, aggirando le procedure che altrimenti l’avrebbero obbligata a dichiarare i propri piani di volo alle autorità dell’aviazione.
L’amministrazione statunitense ha manipolato i regolamenti commerciali per poter trasferire i prigionieri in violazione del diritto internazionale, cercando di aggirare il divieto di tortura.
La segretezza che avvolge le operazioni di trasferimento dei prigionieri rende impossibile sapere quante persone sono state sequestrate, trasferite da un Paese all’altro, poste in detenzione segreta e torturate nel contesto della “guerra al terrore”. Le notizie ottenute dai governi lasciano supporre che si tratti di centinaia di persone.

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Master in Peacekeeping & Security Studies - VII ediz. 2006 Università degli Studi Roma Tre 4 CAPITOLO I IL TRATTAMENTO DEI PRIGIONIERI DI GUERRA SOMMARIO: § 1. Definizione di prigioniero di guerra; § 2. Il regime stabilito dalle Convenzioni di Ginevra del 1949; § 3. Il trattamento dei detenuti: United Nations Standard Minimum Rules for the Treatment of Prisoners; § 4. UN Convention against torture and other cruel, inhuman or degrading treatment or punishment e Convenzione Europea per la prevenzione della tortura. § 1. DEFINIZIONE DI PRIGIONIERO DI GUERRA La definizione di prigioniero di guerra costituisce una delle parti fondamentali del diritto internazionale umanitario. Al tema sono, infatti, dedicate alcune norme basilari dello stesso. Lo status di prigioniero di guerra è disciplinato dal Regolamento annesso alla IV Convenzione dell’Aja del 1907; dalla III Convenzione di Ginevra del 1949 e dal I Protocollo Opzionale del 1977 (soprattutto negli articoli 43-47).

Tesi di Master

Autore: Maria Grazia Di Cerbo Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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