Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Bridging the gap between e-shoppers and e-shopping web sites. A user centered analysis.

Il progetto di tesi nasce uno studio sperimentale condotto in partnership con l'università di Haifa in Israele, l'università di Padova e il ministero dell'economia italiano, che ha finanziato gli studi durati cira un anno e mezzo e presentati in diverse conferenze internazionali.

Il commercio elettronico conosce un sempre maggiore sviluppo: ad esempio, secondo the U.S. Census Bureau[1], le vendite on line per il 2007 sono stimate intorno ai 136.4 bilioni di dollari, con un incremento del 19 percento (±2.8%) rispetto al 2006.
La nostra analisi di questo settore in espansione è caratterizzata da un doppio intento: concentrarsi sia sull’offerta, rappresentata dai servizi implementati dai siti web di e-commerce;[4] [6] che sulla domanda, costituita dalle richieste degli utenti che acquistano in rete[5] [6].
Dal nostro studio è emerso un profondo divario tra offerta e domanda. Grazie ai dati raccolti, abbiamo così potuto evidenziare quegli aspetti che le imprese in Rete dovrebbero tenere in maggiore considerazione per venire incontro ai bisogni di clienti attuali e futuri[2] [3].
Ad esempio, tra i servizi più richiesti dagli utenti durante la fase di scelta del prodotto, figurano “shopping by categories” (con una media di 4.4 su una scala da 1 a 5) ”shopping by price” (media di 4.1 su una scala da 1 a 5) e “shopping by brand” (media di 3.75 su una scala da 1 a 5). Questi dati sono in contraddizione con quelli derivanti dall’analisi dei »300 e-commerce presenti nel campione: “shopping by categories” è sì proposto nel 93.67% dei casi, ma solo nel 34% si ha ”shopping by price” e addirittura nel 25% “shopping by brand”.
Ancora, gli utenti considerano “indicator of path” (4.11 di media su una scala da 1 a 5) e “recently viewed products” (3.56 di media su una scala da 1 a 5), strumenti importanti per la facile navigazione in un sito web ma, ad esempio, in appena il 18% dei casi ritroviamo tra i servizi “recently viewed products”.
Discorso simile per le preferenze circa le opzioni di pagamento, con l’eccezione dell’uso della carta di credito (valore medio per gli utenti di 4.49 su una scala da 1 a 5): anche l’86% degli e-shoppers la annovera tra le modalità di pagamento.
La ricerca futura si propone, grazie alle linee guida tracciate, di estendere lo studio a un campione più ampio di e-commerce web sites e di utenti, aiutando le imprese in rete ad aumentare le vendite on line, agendo con efficacia su ciascuno dei servizi proposti.

Mostra/Nascondi contenuto.
Premessa L'e-commerce in Europa sta conoscendo un notevole sviluppo e si ipotizza una crescita costante per tutto il 2008, nel Vecchio come nel Nuovo continente. Si ipotizza che, nel 2008, i negozi virtuali americani venderanno il 17% in più rispetto al 2007, passando da 174,5 miliardi di dollari di incassi a 204, pari a 129 miliardi di euro (fonte: Il Sole 24 ore, 9 aprile 2008). Stando agli ultimi dati elaborati da Forrester Research, la crescita riguarderà ogni tipologia di prodotto: abbigliamento e accessori, automobili, viaggi, computer, libri. A differenza degli Stati Uniti, lo sviluppo maggiore previsto in Europa è per il settore del turismo, che assorbe il 48,7% del fatturato complessivo, con vendite in aumento di circa 800 milioni di euro rispetto al 2006 (fonte: Il Sole 24 ore, 9 aprile 2008). Dopo il turismo, il settore in cui si concentrano gli acquisti sono l'elettronica di consumo (13,4% del totale) e le assicurazioni (12,6%) (fonte: Il Sole 24 ore, 9 aprile 2008). In Italia, tuttavia, si registrano una serie di fattori che frenano la crescita del settore, e che sono legati soprattutto alla logistica e alla connettività, o agli investimenti limitati da parte di imprese che hanno già una presenza fisica e che tendono usare internet solo come un accessorio al modello di business tradizionale. Ciononostante, secondo uno studio presentato da Expedia e Casaleggio&Associati, i 8

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Landi Contatta »

Composta da 194 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1667 click dal 04/06/2008.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.