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Regime giuridico delle concessioni petrolifere di taluni stati del Mare del Nord ed investimenti stranieri

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Tempera
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Giovanni Kojanec
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

Un regime giuridico stabile è importante per assicurare che la nazione intera tragga giovamento dalle risorse naturali, per salvaguardare l’ambiente e per assicurarsi che venga fatto un uso ottimale delle riserve di tali risorse. Inoltre la stabilità del regime giuridico offre alle compagnie coinvolte un ambiente stabile in cui operare e minimizza le controversie tra lo Stato e le stesse compagnie.
I Paesi del Mare del Nord da me esaminati, Norvegia, Olanda e Regno Unito, si basano sul principio espresso nell’art.77 della Convenzione di Montego Bay, in base al quale “lo Stato costiero esercita sulla piattaforma continentale diritti sovrani allo scopo di esplorarla e sfruttarne le risorse naturali”. Tali diritti sono riconosciuti come esclusivi, cioè se lo Stato non li esercita, nessun altro può farlo senza l’espresso consenso dello Stato stesso. Attraverso l’atto di concessione, lo Stato assegna a terzi il diritto di effettuare la prospezione, la ricerca e la produzione delle risorse naturali della piattaforma continentale. La forma della concessione è un contratto amministrativo, sottoposto come tale alla normativa in materia dello Stato contraente. Dal diritto comparato può ricavarsi la nozione di contratto o concessione amministrativa “come contratto essenzialmente diseguale” che “permette alla persona giuridica di diritto pubblico che l’ha sottoscritto di modificare unilateralmente le clausole e in certi casi, a condizione che l’interesse pubblico lo richieda, di decidere la revoca”. Da osservare però che in Norvegia, Olanda e nel Regno Unito, la modifica unilaterale da parte dello Stato non ha efficacia retroattiva, inoltre, in Olanda la modifica delle concessioni emesse non può avvenire a meno che i titolari presentino al Ministero un richiesta di tal genere. Per il diritto norvegese qualora si effettui la revoca di una concessione in base all’art.4-6 del Petroleum Act 1996, lo Stato rimborsa al titolare della concessione i costi sostenuti.

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4 1.1 Lo sfruttamento delle risorse dei fondi marini Il processo mirante alla regolamentazione internazionale della ricerca e dello sfruttamento dei fondi marini va inquadrato, per una esatta comprensione della sua portata, in quello più generale di profonda evoluzione del Diritto internazionale del mare intervenuto in questo dopoguerra. Esso ha portato, dapprima, all’adozione delle Convenzioni di Ginevra del 1958; poi, in rapida successione, alla contestazione delle Convenzioni stesse, in quanto non più rispondenti alle necessità profonde e alle aspirazioni della Comunità internazionale, a causa dei dinamici sviluppi in atto nel suo seno. Altri fattori hanno inciso sul cambiamento: sviluppi di ordine politico, collegati all’accesso sulla scena mondiale di nuovi Stati ed alla rivendicazione di un nuovo ordine economico mondiale, a seguito della frantumazione dei sistemi coloniali; sviluppi economici, provocati dalla maggiore richiesta di risorse

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Parole chiave

concessione amministrativa
concessioni petrolifere
diritto internazionale
petroleum act
petrolio
sfruttamento delle risorse naturali

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