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Relazione finale sulle attività di tirocinio e di laboratorio didattico

Luglio 2006: tiro fuori dal cassetto il mio vecchio sogno, quello di fare il docente. Dopo la laurea in Economia e Commercio conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1994, considerato che in quel periodo non erano banditi concorsi per l’abilitazione all’insegnamento, né tantomeno per le cattedre, optai comunque per il lavoro nella Pubblica Amministrazione, ma non come insegnante senza abilitazione: ho lavorato circa tre anni presso varie Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. Poi nel 2001 ho superato una selezione in banca e ho deciso di fare il bancario; del resto, la mia laurea mi permetteva di poter scegliere tra varie offerte di lavoro. Negli anni seguenti, però, mi sono accorto che quel lavoro non faceva per me.
Fin dalle scuole medie alla famosa domanda “Che cosa vuoi fare da grande?” ho sempre risposto con certezza: “Il professore”. Ero affascinato dal sapere dei docenti, dai loro tic, dalle loro manie, dai registri. Mi è sempre piaciuto dare qualcosa di me agli altri, come fa un docente con gli allievi. E credo che dall’alto qualcuno ha voluto darmi un’ultima chance, pur in un momento non molto felice per il mondo della scuola.
Nell’ottobre 2006 ho superato le selezioni alla Scuola di Specializzazione per l’insegnamento Secondario (SSIS) dell’Università degli Studi del Molise di Campobasso per le classi di concorso A017 (Discipline Economico-Aziendali) e A019 (Discipline Giuridiche ed Economiche). Anche questo un segno, la possibilità di abilitarsi in due classi. Prima di allora avevo sentito parlare delle SSIS, ma non ho approfondito più l’argomento, sicuro di aver accantonato l’idea di fare l’insegnante; poi, di colpo, mi sono ritrovato ad essere un esperto di questa scuola.
Le SSIS sono nate con il Decreto MURST del 26 maggio 1998, che dava seguito alla legge n. 341 del 19 novembre 1990, la quale affidava la formazione degli insegnanti alle Università, prevedendo una Scuola di Specializzazione successiva alla laurea, articolata in indirizzi e con discipline finalizzate alla formazione professionale dei docenti. Durante il percorso didattico sono previste materie che vanno dalla Pedagogia Generale e Speciale alla Psicologia dell’apprendimento, dell’età evolutiva e della disabilità, dalla Sociologia dei processi culturali alle materie specifiche delle aree disciplinari di riferimento per le varie classi di concorso, nonché attività di tirocinio diretto ed indiretto.
Finalità fondamentale della SSIS è, quindi, la formazione professionale degli insegnanti della scuola secondaria di I e II grado. Le scelte relative agli insegnamenti e alle altre attività didattiche sono orientate all'acquisizione di attitudini e competenze specifiche relative alle scienze dell'educazione e psico-sociali e alla dimensione storica, epistemologica e didattica delle discipline di insegnamento proprie di ciascuna classe di abilitazione.
A dicembre 2006 sono iniziate le lezioni del I semestre del I anno di corso: tornare in un’aula universitaria a 36 anni insieme a tanti altri aspiranti docenti, francamente, mi ha fatto un certo effetto; noi dell’Indirizzo Giuridico-Economico siamo stati accorpati con quelli dell’Indirizzo Linguistico-Letterario e Lingue Straniere. Computers portatili, penne USB, powerpoint come strumento didattico: il mondo, nel frattempo, era cambiato ma ho ripreso gli studi con tanta volontà che, dopo pochi minuti dall’inizio, era come se fossi tornato all’ultimo giorno di università a Roma. Se c’è una cosa di cui vado fiero è la mia capacità di adeguarmi in fretta al cambiamento degli eventi.
Si è creato subito un bel legame con gli altri colleghi, una intesa massima, durante il percorso in comune del I anno: abbiamo condiviso bei momenti anche insieme ai professori, sono nate molte amicizie che, sono sicuro, continueranno anche dopo la parentesi della SSIS.
A ottobre 2007 sono iniziate le lezioni del II anno, questa volta ogni classe di concorso è autonoma e separata dalle altre; io mi sono diviso tra le due classi di concorso, non senza qualche difficoltà dovuta all’accavallamento orario di alcune lezioni didattiche. Ma per diventare “prof” ero disposto a questo ed altro.
Sono così giunto al termine del percorso di formazione: un po’ mi dispiace lasciare l’ambiente formatosi, tutti ci siamo raccomandati a vicenda di non perderci di vista. Pieno di speranze per il futuro che mi aspetta, non proprio roseo, inserito nelle “graduatorie ad esaurimento” della mia provincia di residenza, dovrò fare supplenze ovunque capiti se voglio accumulare punteggio e scalare le graduatorie.
A questo punto, dopo aver lasciato un lavoro a tempo indeterminato per uno a tempo determinato e dopo tanti sacrifici, mi sento pronto a svolgere nel XXI secolo quello che molti ritengono ancora, secondo me a ragione, “il più bel mestiere del mondo”.

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4 INTRODUZIONE Luglio 2006: tiro fuori dal cassetto il mio vecchio sogno, quello di fare il docente. Dopo la laurea in Economia e Commercio conseguita presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1994, considerato che in quel periodo non erano banditi concorsi per l’abilitazione all’insegnamento, né tantomeno per le cattedre, optai comunque per il lavoro nella Pubblica Amministrazione, ma non come insegnante senza abilitazione: ho lavorato circa tre anni presso varie Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. Poi nel 2001 ho superato una selezione in banca e ho deciso di fare il bancario; del resto, la mia laurea mi permetteva di poter scegliere tra varie offerte di lavoro. Negli anni seguenti, però, mi sono accorto che quel lavoro non faceva per me. Fin dalle scuole medie alla famosa domanda “Che cosa vuoi fare da grande?” ho sempre risposto con certezza: “Il professore”. Ero affascinato dal sapere dei docenti, dai loro tic, dalle loro manie, dai registri. Mi è sempre piaciuto dare qualcosa di me agli altri, come fa un docente con gli allievi. E credo che dall’alto qualcuno ha voluto darmi un’ultima chance, pur in un momento non molto felice per il mondo della scuola. Nell’ottobre 2006 ho superato le selezioni alla Scuola di Specializzazione per l’insegnamento Secondario (SSIS) dell’Università degli Studi del Molise di Campobasso per le classi di concorso A017 (Discipline Economico-Aziendali) e A019 (Discipline Giuridiche ed Economiche). Anche questo un segno, la possibilità di abilitarsi in due classi. Prima di allora avevo sentito parlare delle

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Donato Testa Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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