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Potenzialità di utilizzo dell'Opuntia Ficus Indica Mill. nella lotta alla desertificazione

Considerate le straordinarie particolarità della specie Opuntia ficus-indica, soprattutto dal punto di vista della resistenza all'aridità e della capacità di costituire una risorsa foraggera in ambienti a rischio di desertificazione, l'obiettivo generale della tesi è stata la valutazione delle potenzialità di questa specie come strumento di ricostituzione di ambienti degradati, abbinando questa valenza ecologica alla capacità di produrre biomassa.

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4 INTRODUZIONE Origine e diffusione della specie L 'Opuntia fìcus-indica Mill. è originaria delle zone tropicali del continente Nordamericano, in particolare del Messico, in cui furono ritrovati semi fossili risalenti al settimo millennio a.C. e indicanti l'utilizzo alimentare della specie in epoca preistorica (Barbera e Inglese, 1993). In epoca precolombiana, questa specie e altre Cactaceae rivestivano notevole importanza per la sopravvivenza delle popolazioni che si trovavano nelle regioni comprese tra il Sud degli Stati Uniti d'America e il Messico (Pimienta Barrios, 1990). L'introduzione dell'Opuntia ficus-indica in Europa risale alla prima metà del XVI secolo e fu opera, come per molte altre specie vegetali e animali, dei colonizzatori spagnoli (Prescott, 1843). In seguito la Cactacea si è diffusa in tutti i Continenti, in cui fossero presenti zone a clima caldo arido, e attualmente è presente in forme spontanee o coltivate più o meno importanti in numerosi Paesi. In Australia e Sud Africa, ad esempio, è generalmente considerata pianta infestante, in virtù della facilità con cui si propaga e dei danni che arreca al bestiame ovino; mentre in Brasile, Tunisia e Italia la specie trova utilizzi agricoli importanti. In ambiente mediterraneo il Fico d'India è da diversi secoli parte integrante del paesaggio delle regioni costiere e insulari, a testimonianza della facilità con cui si è adattato alle nostre condizioni climatiche. In Italia la specie è diffusa e coltivata in modo particolare in Sicilia, Calabria e Sardegna (Barbera e Inglese,1993). Le statistiche più recenti attribuiscono alla sola regione siciliana il 90% delle superfici coltivate a Fico d'India in Italia, con una consistenza complessiva di circa 2500 ettari in coltura specializzata e 25000 ettari in coltura promiscua (Crescimanno, 1982; Basile, 1990).

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Daniela Pataro Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.