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La formulazione delle strategie nelle aziende di pubblica utilità

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppina Accardo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Rosalba Filosa Martone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

Nel corso degli anni le diverse condizioni economiche, politiche e sociali da un lato ed i progressi tecnici e tecnologici dall’altro hanno modificato nel tempo la struttura, la gestione e l’erogazione dei servizi pubblici attuati dalle Pubbliche Amministrazioni dei vari paesi, passando da periodi in cui l’intervento statale era molto forte a periodi in cui lo Stato ha limitato i suoi interventi ai soli casi in cui esso ne ravvedeva un’effettiva necessita con lo scopo di tutelare e garantire ai cittadini il libero accesso agli stessi.
A partire poi dagli anni novanta del ventesimo secolo un po’ in tutti i paesi industrializzati (anche se l’Italia come sempre accade si è mossa un po’ in ritardo rispetto agli altri paesi europei) si è avvertita la necessità di apportare modifiche sostanziali nel modo di concepire il settore pubblico mutando il rapporto tra i diversi organi della P.A. e tra quest’ultima ed i cittadini attraverso quello che è il concetto di “modernizzazione del settore pubblico”.
Concetto questo che è stato espresso da sinonimi quali “new pubblic administration” o “new public sector” , “reiventing government”, espressioni che diversi studiosi hanno coniato ma che hanno in comune un’unica matrice cioè la ricerca di un nuovo modo di concepire la pubblica amministrazione, il che ha comportato l’abbandono dei modus operandi del passato e la ricerca di nuove soluzioni organizzative, per meglio rispondere alle mutate esigenze dei cittadini, oltre che cercare di diminuire il deficit statale dall’altro.
E’ stato comunque rilevato un maggior impatto di queste idee innovative nei contesti anglosassoni rispetto ai contesti delle aree occidentali. Secondo molti ciò è imputabile essenzialmente alla lunga tradizione basata sulla predominanza, nella maggioranza dei paesi europei, di una scuola di pensiero della pubblica amministrazione di tipo giuridico e quindi poco incline ai cambiamenti.
I governi interessati al cambiamento hanno affrontato questo problema in modo differente; in alcuni paesi si è avuta un’apertura totale alle forze di mercato ed alla privatizzazione(Gran Bretagna), in altri si è avuta una radicale reimpostazione del settore pubblico secondo un modello privato (Nuova Zelanda) fino a paesi in cui si sono avuti avanzamenti verso una gestione pubblica di tipo manageriale, a casi di coesistenza con modelli più tradizionali (Giappone, Germania, Austria).
Questo cambiamento ha interessato anche l’Italia dove un progetto in qualche modo strutturato non è mai stato espressamente dichiarato, sebbene siano stati emanati una grande quantità di norme nel corso del tempo e che hanno interessato i vari aspetti del settore pubblico con lo scopo ultimo di rinnovarlo.
Infatti solo di recente la letteratura italiana ha iniziato a puntare la sua attenzione sul cosiddetto movimento del New Public Management grazie allo studio di professori quali Rebora, Meneguzzo, Marra e Mussari, poiché è la letteratura straniera quella che contiene maggiormente studi;infatti gli americani sono stati i primi a far esperienze sul campo e a proporre soluzioni, come ben ci ricordano Osborn e Gaebler nel loro testo “Reinventing


Government” del 1991 i quali hanno identificato dieci principi base che debbono essere tenuti presente in modo da conferire un carattere imprenditoriale alle organizzazioni pubbliche.
In tal senso sono stati indirizzati gli studi di Hood , quelli di Naschold (che ha individuato,invece, dieci punti chiave che possono portare in qualche modo alla modernizzazione del settore pubblico) e le elaborazioni teoriche di Jones e Thomson .
Il mio studio verterà proprio sul nuovo ruolo che ha assunto la strategia nell’ottica dei cambiamenti che in questi anni hanno interessato la pubblica amministrazione
Italiana e non solo, dopo un esame generalizzato dei concetti di azienda, intesa in senso privatistico, e di azienda di pubblica utilità.

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2 LA FORMULAZIONE DELLE STRATEGIE NELLE AZIENDE DI PUBBLICA UTILITA’ INTRODUZIONE Nel corso degli anni le diverse condizioni economiche, politiche e sociali da un lato e i progressi tecnici e tecnologici dall’altro hanno modificato la struttura, la gestione e l’erogazione dei servizi pubblici attuati dalle P.A. dei vari paesi, passando da periodi in cui l’intervento statale era molto forte a periodi in cui lo Stato ha limitato i suoi interventi ai soli casi in cui esso ne ravvedeva un’effettiva necessità con lo scopo di tutelare e garantire ai cittadini il libero accesso agli stessi. A partire poi dagli anni novanta del ventesimo secolo un po’ in tutti i paesi industrializzati (anche se l’Italia come sempre accade si è mossa un po’ in ritardo rispetto agli altri paesi europei) si è avvertita la necessità di apportare modifiche sostanziali nel modo di concepire il settore pubblico mutando il rapporto tra i diversi organi della P.A. e tra quest’ultima ed i cittadini attraverso quello che è il concetto di “modernizzazione del settore pubblico”. Concetto questo che è stato espresso da sinonimi quali “new pubblic administration” o “new public sector”, “reiventing government”,

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