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La valutazione delle banche nelle operazioni di M&A. Un'analisi empirica.

Informazioni tesi

  Autore: Salvatore Graziano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Alessandro Musaio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

La questione della valutazione delle aziende rappresenta una problematica molto ampia, variamente esaminata nel corso degli anni da molteplici studiosi.
Ciò nonostante, se da una parte la dottrina è addivenuta ad un significativo approfondimento di alcune questioni della valutazione delle aziende, dall’altra parte gli studi condotti per determinare metodologie “universali” non sembrano ancora aver raggiunto un elevato valore applicativo.
Quanto detto risulta ancora più evidente se si guarda alla valutazione delle imprese bancarie, argomento abbastanza trascurato dalla passata letteratura economico-finanziaria.
Un aspetto particolare di questa problematica si fonda sulla scelta dell’approccio metodologico più adatto per l’individuazione del valore economico da attribuire ad un istituto di credito che, per le ragioni più disparate, si trovi coinvolto in operazioni di finanza straordinaria.
Ad oggi, tale stima viene soventemente condotta attraverso metodi empirici di valutazione, sia per le difficoltà nella concreta applicazione pratica delle metodologie esposte dalla dottrina per aziende appartenenti ad altri settori, sia perché il trasferimento di ingenti pacchetti azionari delle aziende di credito è connesso a motivazioni non solo economiche.
Le ragioni poste alla base del presente studio sono da un lato i carenti studi in materia e dall’altro l’enorme attualità di questi temi in un periodo, come
quello contemporaneo, caratterizzato da ingenti processi di acquisizione e fusione di imprese bancarie e, più in generale, per le crescenti negoziazioni di capitale, sia di controllo che di semplice partecipazione.
La crescita dimensionale, infatti, è stata considerata lo strumento più adatto per far fronte alle sempre maggiori turbolenze dei mercati finanziari ed alla sempre più insistente concorrenza tra gruppi creditizi con l’obiettivo di una migliore diversificazione del rischio ed il perseguimento di economie di scala tali da incrementare la redditività aziendale.
Il fine che ci siamo prefissati di raggiungere con la stesura del presente studio è l’elaborazione di un quadro concettuale all’interno del quale inserire il problema e la definizione dei metodi aventi come oggetto la determinazione del valore di una banca nelle operazioni di Merger & Acquisition (M&A).
Al fine di raggiungere il nostro obiettivo, si è ritenuto opportuno definire anzitutto le tradizionali metodologie di valutazione d’azienda: dalle valutazioni assolute a quelle relative passando attraverso il modello finanziario, il modello reddituale, il modello misto e quello dei multipli di mercato. E inoltre, anche i metodi non tradizionali, tra cui: il metodo delle quotazioni di Borsa; il metodo delle transazioni comparabili; il metodo EVA; il metodo della ROE regression e il metodo della somma delle parti.
Nella parte successiva, invece, è stato trattato il tema delle operazioni di M&A nel settore bancario, descrivendone i tratti generali, le determinanti che le giustificano, il legame con la creazione del valore e i rischi connessi. Inoltre, collegata a questa sezione è l’appendice posta in calce alla tesi, dove è stata esaminata la crescita dei gruppi bancari nell’ultimo decennio.
Infine, nella parte conclusiva, il lavoro presenta un’analisi empirica condotta su un campione di 21 operazioni di fusioni che hanno interessato le banche italiane in due intervalli di tempo 2000-2002 e 2005-2007.
L’obiettivo della verifica empirica, sarà quello di evidenziare come si è sviluppata negli anni più recenti l’applicazione dei criteri valutativi, facendo risaltare, nel caso di impiego plurimo, la frequenza di utilizzo di ciascuna classe di metodi “principali” e di “controllo”.

In particolare, l’indagine descrive l’utilizzo dei metodi di mercato, soprattutto alla luce della loro attuale diffusione nella prassi valutativa delle banche, considerando i casi in cui questi ultimi sono stati adottati come metodi di indagine “principale” e sia i casi in cui sono stati assunti contestualmente come metodi di indagine “principale” e di “controllo”. Dopo di che, si illustrano i metodi di valutazione che hanno trovato maggiore applicazione nella prassi valutativa del settore bancario italiano nel periodo considerato e le motivazioni principali alla base della scelta di tali metodi.
Questo ci ha consentito di fornire al lettore dei dati empirici sulla materia, desunti da casi reali, che possono completare il giudizio di analisi maturato.

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Introduzione I INTRODUZIONE La questione della valutazione delle aziende rappresenta una problematica molto ampia, variamente esaminata nel corso degli anni da molteplici studiosi. Ciò nonostante, se da una parte la dottrina è addivenuta ad un significativo approfondimento di alcune questioni della valutazione delle aziende, dall’altra parte gli studi condotti per determinare metodologie “universali” non sembrano ancora aver raggiunto un elevato valore applicativo. Quanto detto risulta ancora più evidente se si guarda alla valutazione delle imprese bancarie, argomento abbastanza trascurato dalla passata letteratura economico-finanziaria. Un aspetto particolare di questa problematica si fonda sulla scelta dell’approccio metodologico più adatto per l’individuazione del valore economico da attribuire ad un istituto di credito che, per le ragioni più disparate, si trovi coinvolto in operazioni di finanza straordinaria. Ad oggi, tale stima viene soventemente condotta attraverso metodi empirici di valutazione, sia per le difficoltà nella concreta applicazione pratica delle metodologie esposte dalla dottrina per aziende appartenenti ad altri settori, sia perché il trasferimento di ingenti pacchetti azionari delle aziende di credito è connesso a motivazioni non solo economiche. Le ragioni poste alla base del presente studio sono da un lato i carenti studi in materia e dall’altro l’enorme attualità di questi temi in un periodo, come

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