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La musica tra conoscere e fare nella scuola primaria: temi, problemi, prospettive

Il valore che oggi è attribuito alla musica è frutto di una lunga elaborazione socio-culturale in cui s’intrecciano numerosi eventi. Infatti, tra le discipline scolastiche la musica è una delle più “candide” visto che è riuscita a conquistare il suo pieno statuto educativo da poco più di venti anni.
Nella scuola, la musica è entrata in sordina: prima attraverso le vie di fatto (le pratiche educative), soltanto dopo per le vie di diritto (i programmi della Pubblica Istruzione). Per molto tempo si è presentata come canto e soltanto dal 1985 in poi, alla musica è stato attribuito il valore educativo e didattico che merita, in termini di scelte istituzionali emessi dal Ministero della Pubblica Istruzione per la scuola primaria.
Il presente lavoro vuole evidenziare i cambiamenti che l’educazione musicale ha sviluppato negli anni, per poter essere accolta tra i banchi di scuola e integrata con le altre discipline acquisendo il valore di cui è degna.
La prima parte, vuole sottolineare i cambiamenti avvenuti in termini di educazione musicale prendendo in esame i Programmi Ministeriali dell’’85, la Riforma Berlinguer, le Indicazioni Nazionali della Riforma Moratti e le Indicazioni per il Curricolo della Riforma Fioroni.
La seconda parte, prende in esame i quadri psico-pedagogici di riferimento della pedagogia musicale, la letteratura scientifico-didattica e l’analisi di tre libri di testo adottati nella scuola primaria, che rendono visibili i cambiamenti avvenuti nel processo di insegnamento–apprendimento, seguendo una linea del tempo che arriva ai giorni nostri.
La terza parte, quella conclusiva, vuole sottolineare che l’educazione musicale ha un valore educativo pari alle altre discipline. L’obiettivo è stato quello di dimostrare che l’educazione al suono e alla musica possiede tutti i canoni per essere considerata una vera e propria materia di studio curricolare poiché attraverso un lavoro interdisciplinare, che include tutte le materie, favorisce uno sviluppo cognitivo dell’infante valido e autentico.

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1 Introduzione Il presente lavoro affronta il tema dell’educazione musicale nella scuola primaria italiana, attraverso un esame comparato di testi e documenti tratti da pubblicazioni scientifiche e didattiche prodotte in Italia dagli anni ’60 ad oggi. La trattazione ha lo scopo di porre in evidenza, nel discorso educativo sulla musica, i due momenti fondamentali del «conoscere» e del «fare». Per «conoscere» s’intende, in musica, il processo che consente di approdare alla «comprensione» della realtà dal punto di vista sonoro, delle strutture musicali, dei processi e delle opere 1 . Tale comprensione si attua anzitutto attraverso una didattica dell’ascolto consapevole, in grado di cogliere la significazione musicale nei suoi aspetti iconici, semantici e simbolici. Il termine «fare», invece, si riferisce all’esplicazione della disciplina musicale nella sfera poietico-produttiva, e quindi ad una didattica dell’educazione musicale basata sull’«uso espressivo, fabbricativo e comunicativo» dei suoni e sull’obiettivo di una «maturazione/equilibrazione psico-affettiva e sociale» 2 . Alla luce di tale apparente antinomia, il presente lavoro intende dimostrare che il “conoscere” e il “fare” della musica vanno considerati due aspetti inscindibili di un medesimo progetto educativo, come pure dimostrano alcuni orientamenti recenti della ricerca pedagogico-musicale odierna 3 . Il primo capitolo traccia un breve profilo storico dell’educazione musicale in Italia, evidenziando alcune tappe significative che la disciplina “Educazione musicale” ha percorso per essere accolta ufficialmente nel curricolo della scuola primaria italiana con la dicitura Educazione al suono e alla musica nel 1985. L’analisi si sofferma in particolar modo a considerare, da un lato, il punto di vista dei pedagogisti e delle rispettive teorie di riferimento; dall’altro, 1 Cfr M. Della Casa, Educazione musicale e curricolo, Bologna, Zanichelli, 2002, pp. 64-70. 2 Ivi, p. 19. 3 Per una panoramica di tali orientamenti, cfr. il par. 2.3.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Maria Vullo Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11494 click dal 02/07/2008.

 

Consultata integralmente 48 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.