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L'Impero Romano d'Oriente: la donna a Costantinopoli e la vita di Anna Comnena

"L'impero romano d'oriente: la donna a Costantinopoli e la vita di Anna Comnena"
La tesi analizza la figura della donna a Bisanzio e mette in rilievo soprattutto la figura di Anna Comnena, appartnente alla dinastia dei Comneni, imperatrice di Bisanzio.
Dopo un breve quadro generale che analizza come venisse considerata la donna bizantina, ci inoltriamo nella vita della vera e propria protagonista: la sua figura appare con la sua nascita, descrtitta con toni aulici e armonici, e si conclude con la sua morte, avvenuta in un monastero, ove compose una delle più grandi opere che Bisanzio abbia mai avuto, "L'Alessiade".

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                            32 3.6 Padri e figlie, madri e figli I figli erano molto disciplinati nell’eseguire le volontà dei genitori. Anna Comnena, per esempio, obbedì alla madre, Irene Dukas, ancor prima di nascere. Nell’ “Alessiade” 29 si narra che la donna, nella camera della porpora, adibita per il parto delle Imperatrici, aveva le doglie, mentre il marito era lontano dall’Impero per combattere contro i Normanni. Siccome Irene desiderava con tutto il cuore che la bimba venisse alla luce in presenza del suo sposo, Alessio I Comneno, fece il segno della croce sulla pancia, e implorò la figlia di nascere anche in presenza del padre: Anna venne partorita il giorno dopo l’arrivo di Alessio, il 2 Dicembre 1083. (Nardi, 2002, p.103). Tuttavia, nel corso della sua vita, anche Anna andò contro il volere dei genitori, soprattutto quando frequentò colti eruditi per apprendere la cultura classica, che solo grazie al matrimonio con Niceforo Briennio poté studiare con maggior libertà, poiché sposò un uomo di elevata estrazione culturale. Anna, il più delle volte, obbediva ai genitori, poiché in tale obbedienza si rifletteva l’armonia esistente tra genitori e figli, e se coltivava un desiderio in disaccordo con il pensare di Irene ed Alessio, era pronta a rinunciarvi. Era molto più legata alla madre che al padre, molto spesso lontano perché impegnato in campagne militari ai confini dell’Impero, e proprio nella madre cercò un appoggio per la congiura contro il fratello Giovanni. Il tentativo, però, non andò a buon fine, e le donne vennero rinchiuse in un convento: qui Anna compose l’”Alessiade”. Se la madre era l’amica a cui chiedere consiglio, il padre era il sole che guidava e sosteneva la figlia. Dopo la morte dell’Imperatore il dolore fu così profondo che la donna odiò il sole stesso, poiché era tramontato, così come era svanita la figura del padre. Michele Psello narra che la figlia Stiliana morì a nove anni a causa di una malattia che la immobilizzò a letto per molte settimane. In un breve lamento scritto in un’operetta per commemorare la figlia, l’autore si abbandonò a un immenso dolore, ricordando il proprio affetto per la giovinetta. Scrisse così il 29 A. Comnène, Alexiade. Regne de l’empereur Alexis Ier Comnène, texte établi et traduit par Bernard Leib, Paris, 1937-1945, II, pp. 60-61, VI, VII, 1.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandra Albanese Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.