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Forme di intertestualità nel cinema di Brian De Palma: il modello Alfred Hitchcock

Questo saggio si propone di analizzare la filmografia di Brian De Palma e di metterne in evidenza il forte debito nei confronti di Alfred Hitchcock. L'aderenza al modello inglese è, in molti lavori depalmiani, di un'evidenza schiacciante, ma forse non è stata mai studiata sistematicamente. Questo saggio si propone proprio di fare questo: analizzare le modalità di citazione del regista italoamericano (che non si fermano alla citazione pura e semplice del plot o dell'inquadratura, ma raggiungono una profondità che rivela un'adesione sincera e totale alla poetica stessa di Hitchcock) e, parallelamente, mostrare come De Palma raggiunga un grado di rielaborazione e modernizzazione del modello in gran parte assimilabile all'atteggiamento artistico postmoderno.

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INTRODUZIONE Il modello hitchcockiano Faccio film perché mi piace vederne Brian De Palma1 L'arte di comporre bene non è altro che l'arte di variare bene William Hogarth Qualunque cinefilo che per la prima volta si ponesse di fronte alla proiezione di uno dei lavori di Brian De Palma non potrebbe fare a meno di sorprendersi per la grande quantità di citazioni, più o meno testuali, da grandi nomi della storia del cinema. Da un lato, quello riguardante la prima produzione depalmiana, ci sono i frequenti richiami a Jean-Luc Godard e, più in generale, al movimento della Nouvelle Vague francese. Dall'altro c'è Alfred Hitchcock: il regista inglese è la massima fonte di ispirazione per i lavori maturi di De Palma oltre che modello per gli stessi registi francesi. Hitchcock, dunque. La sua importanza all'interno della poetica depalmiana è ormai un luogo comune, un'evidenza schiacciante. Ciò anche perché De Palma cita, del regista inglese, quasi solo i tre testi principali (Rear Window, Vertigo, Psycho) ormai molto conosciuti anche dal pubblico meno esperto. Ciò che forse ad un primo superficiale esame può non risultare altrettanto palese è stabilire le modalità e soprattutto le motivazioni del suo insistito citazionismo. Dalla transtestualità2 al plagio il passo può essere molto breve: ed è per questo 1 R. NEPOTI, Brian De Palma, in “Il Castoro Cinema”, Firenze, La Nuova Italia, 1982. 2 Uso il termine (da G. GENETTE, Palinsesti. La letteratura al secondo grado, Torino, Einaudi, 1982) nel significato di “tutto ciò che mette in relazione un testo con altri testi”. Il più comune vocabolo intertestualità è dal critico francese usato, in accezione restrittiva, come “presenza effettiva di un testo A all'interno di un testo B”. Nel caso preso qui in esame, il citazionismo di De Palma non è soltanto riconducibile alla categoria dell'intertestualità, ma anche, usando sempre la terminologia genettiana, a 4

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Policastro Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2364 click dal 14/07/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.