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Giochi di ruolo: valenza formativa. Come la loro applicazione, in ambiti ludici e non, porti alla formazione in continuo di adolescenti ed adulti

Informazioni tesi

  Autore: Cinzia Salmasi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Umberto Margiotta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

L'intento è quello di dimostrare come il gioco in generale, ed il gioco di ruolo (GDR) in particolare, abbiano valenza non solo ludica, che gli è propria, ma anche formativa. Si dimostra come nell'ambito della formazione di adolescenti e adulti costituiscano un valido strumento di arricchimento del Sè, per un futuro soggetto adulto, ma anche per chi adulto lo è già. Si considerano le tre modalità di apprendimento, formale, informale, non formale. con una particolare attenzione all'apprendimento non formale, più adatto a recepire situazioni di formazione meno rigide e formalizzate, quali i GDR in questione.

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3| ARGOMENTAZIONI E PERCORSO Il nostro intento è quello di dimostrare come il gioco in generale, ed il gioco di ruolo (d’ora in avanti GDR) in particolare, abbiano una valenza non solo ludica, che gli è propria, ma anche formativa. Dimostreremo come nell’ambito della formazione d’adolescenti e adulti costituiscano un valido strumento d’arricchimento del Sé, per un futuro soggetto adulto, ma anche per chi adulto lo è già. Si segnalerà come que- ste metodiche (la loro caratteristica prevalente e qualificante è proprio la multiformi- tà) possano integrarsi in ambienti, quali l’Università, il mondo del lavoro, associazio- ni ricreative e d’aggregazione, istituzioni carcerarie o di disabilità, e altro, previo spi- rito sperimentale e intento di ricerca, da auspicarsi nei formatori. Partiremo parlando del gioco in generale, rilevandone gli aspetti peculiari, l’impor- tanza per l’uomo e per le culture, con un occhio ad alcuni filosofi che più di altri hanno considerato il gioco anche dal punto di vista speculativo. Inseriremo così questi concetti generali in un contesto più specifico, applicabile in particolare ai GDR. Si proseguirà analizzando le caratteristiche proprie dell’adolescenza e dell’età adulta, quali età privilegiate nel rapporto con i GDR, all’interno del concetto di cambiamen- to, applicabile a tutte le età dell’uomo e non solo al bambino ed all’adolescente. In seguito prenderemo in considerazione le tipologie di GDR più diffuse, descriven- done le peculiari caratteristiche, individuandone le similitudini e le differenze rispet- to al modello generale di gioco, evidenziando le abilità e le competenze necessarie per praticarli e la tipologia di giocatori interessati. Parleremo quindi delle possibili appli- cazioni in campo formativo. Si citeranno studiosi ed operatori che sul campo 1 conti- nuano a sperimentare le metodiche riconducibili, in modo ampio, ai GDR, conforta- ti da importanti risultati. Prenderemo in considerazione le tre modalità d’apprendimento, formale, informale, non formale, e ne analizzeremo i punti d’intersezione e contatto all’interno dell’insie- me apprendimento, con una particolare attenzione all’apprendimento non formale, a nostro avviso più adatto a recepire situazioni di formazione meno rigide e formaliz- zate, quali i GDR in questione. Cercheremo di capire se, nonostante le rispettive rigidità, queste situazioni d’appren- dimento, e le loro invarianti, possano in parte sovrapporsi alle invarianti tipiche dei GDR, per contribuire a sollecitare e favorire l’apprendimento in continuo degli ado- lescenti, e soprattutto degli adulti, età considerata a rischio per quanto riguarda la volontà e la sollecitazione all’apprendimento. Evidenzieremo il valore sia dell’autoformazione sia di quelle situazioni d’apprendi- mento non formale promosse da circuiti quali associazioni scoutistiche, circoli e patronati, corsi di formazione professionale, università, operatori che si occupano di handicap o di realtà carceraria, convinti che in questi setting i GDR possano espri- mere al meglio la loro duttilità d’applicazione e la loro multiformità educativa. A5_b 25-03-2008 15:06 Pagina 3

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