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Gli obblighi di informazione nella prestazione di servizi di investimento

La presente tesi si articola in una prima parte nella quale si analizza la rivoluzione avvenuta con il recepimento della MiFID (Market in Financial Instrument Directive) , ovvero la nuova direttiva di origine comunitaria in merito alla regolamentazione dei mercati finanziari che disciplina in particolare i servizi di investimento prestati dagli intermediari ai clienti, l’organizzazione dei mercati regolamentati e le diverse sedi di negoziazione degli strumenti finanziari. In seguito si approfondisce la nuova disciplina prevista per i singoli servizi di investimento.
L’obiettivo di questa tesi è stato, quindi, in primis, quello di esaminare le ragioni per una modifica della disciplina in materia di servizi di investimento e mercati, precedentemente regolata dalla Direttiva ISD (Investment Services Directive) , necessità sorta in quanto questa non era più in grado di rispondere alle esigenze di mercato, non aveva raggiunto l’obiettivo atteso di creare un unico mercato europeo dei servizi finanziari e nemmeno era riuscita ad assicurare un livello comune di tutela della clientela nel contesto europeo. Analizzati i motivi della modernizzazione si è riproposto il percorso che ha portato la Commissione Europea, nell’ambito del Piano d’azione per i Servizi Finanziari (Financial Service Action Plan) e attraverso la procedura Lamfalussy, all’adozione della Direttiva MiFID.
Ci si è addentrati poi nella disamina di quest’ultima, il cui recepimento in Italia rappresenta la modifica legislativa di maggior rilevanza dopo l’adozione del Testo Unico della Finanza (TUF) nell’ambito dei mercati finanziari e dei servizi finanziari, destinata a mutare sensibilmente i rapporti tra intermediari ed investitori, attraverso un complesso articolato di norme, finalizzato all’innalzamento del livello di tutela del cliente ed alla creazione di un mercato unico europeo dei servizi finanziari. Da un lato, quindi, si sono studiati gli obiettivi che la Direttiva MiFID si prefigura, quali la creazione di un mercato unico europeo dei servizi finanziari, il rafforzamento del sistema di tutela per gli investitori, l’innalzamento del livello di competizione tra le imprese di investimento e l’innalzamento del livello di competizione tra mercati regolamentati, sistemi multilaterali e internalizzatori sistematici. Dall’altro si sono approfonditi gli effetti e i principali cambiamenti apportati con il suo recepimento al mercato, che interessano i mercati finanziari e le diverse sedi di esecuzione degli ordini, nonché i rapporti tra intermediari e clienti, e che portano una maggior protezione per il contraente debole.
Si è esaminata in particolare la nuova disciplina prevista per i singoli servizi di investimento, i soggetti abilitatati alla loro prestazione, il procedimento di autorizzazione obbligatorio per lo svolgimento di detti servizi per le imprese di investimento nazionali, comunitarie ed extracomunitarie, i requisiti necessari che devono possedere e le varie forme di vigilanza, regolamentare, informativa ed ispettiva, attuate dalle autorità incaricate di praticarle, Banca d’Italia e Consob, in base ai rispettivi ambiti di competenza.
Si è ritenuto utile, inoltre, approfondire, il servizio di consulenza in materia di investimenti, partendo dall’evoluzione normativa, nazionale ed europea, al fine di evidenziare analogie e differenze rispetto al “nuovo” servizio di consulenza, oggi non più servizio accessorio ma di investimento, così come ora disciplinato dalla MiFID e dalla disciplina di secondo livello, soffermandosi anche sulla figura del consulente indipendente. Per di più, al fine di meglio precisare la natura dell’attività consulenziale si è indagato sulle differenze che caratterizzano quest’ultima attività rispetto alla gestione di patrimoni mobiliari, in particolare la gestione con “preventivo assenso”, soprattutto in quanto in talune modalità operative dell’attività del promotore finanziario vi è chi ravvisava una forma di “gestione occulta” dei patrimoni del cliente, e quindi uno “sconfinamento” in attività riservata all’intermediario. Nella seconda parte della tesi si sono analizzati in specifico gli obblighi di informazione e la responsabilità dell’intermediario in caso di violazione di suddetti obblighi..

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5 Abstract La presente tesi si articola in una prima parte nella quale si analizza la rivoluzione avvenuta con il recepimento della MiFID (Market in Financial Instrument Directive) 1 , ovvero la nuova direttiva di origine comunitaria in merito alla regolamentazione dei mercati finanziari che disciplina in particolare i servizi di investimento prestati dagli intermediari ai clienti, l’organizzazione dei mercati regolamentati e le diverse sedi di negoziazione degli strumenti finanziari. In seguito si approfondisce la nuova disciplina prevista per i singoli servizi di investimento. L’obiettivo di questa tesi è stato, quindi, in primis, quello di esaminare le ragioni per una modifica della disciplina in materia di servizi di investimento e mercati, precedentemente regolata dalla Direttiva ISD (Investment Services Directive) 2 , necessità sorta in quanto questa non era più in grado di rispondere alle esigenze di mercato, non aveva raggiunto l’obiettivo atteso di creare un unico mercato europeo dei servizi finanziari e nemmeno era riuscita ad assicurare un livello comune di tutela della clientela nel contesto europeo. Analizzati i motivi della modernizzazione si è riproposto il percorso che ha portato la Commissione Europea, nell’ambito del Piano d’azione per i Servizi Finanziari (Financial Service Action Plan) e attraverso la procedura Lamfalussy, all’adozione della Direttiva MiFID. Ci si è addentrati poi nella disamina di quest’ultima, il cui recepimento in Italia rappresenta la modifica legislativa di maggior rilevanza dopo l’adozione del Testo Unico della Finanza (TUF) 3 nell’ambito dei mercati finanziari e dei servizi finanziari, destinata a mutare sensibilmente i rapporti tra intermediari ed investitori, attraverso un complesso articolato di norme, finalizzato all’innalzamento del livello di tutela del cliente ed alla creazione di un mercato unico europeo dei servizi finanziari. Da un lato, quindi, si sono studiati gli obiettivi che la Direttiva MiFID si prefigura, quali la creazione di un mercato unico europeo dei servizi finanziari, il rafforzamento del sistema di tutela per gli investitori, l’innalzamento del livello di competizione tra le imprese di investimento e l’innalzamento del livello di competizione tra mercati regolamentati, sistemi multilaterali e internalizzatori sistematici. Dall’altro si sono approfonditi gli effetti e i principali cambiamenti apportati con il suo recepimento al mercato, che interessano i mercati finanziari e le diverse sedi di esecuzione degli ordini, nonché i 1 Direttiva CE, 21 aprile 2004, n. 39 (MiFID) e Direttiva CE, 10 agosto 2006, n. 73 (Direttiva di secondo livello). 2 Direttiva CEE, 10 maggio 1993, n. 22. 3 Dlgs, 24 febbraio 1998, n. 58.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Beatrice Quartana Contatta »

Composta da 182 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.