Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'omosessualità maschile e la funzione paterna - Identità e orientamento sessuale tra le vicissitudini edipiche

Oggeto di studio di questo lavoro è l'omosessualità maschile intesa come variante del comportamento umano in cui un individuo è attratto fisicamente, affettivamente e sessualmente da persone del suo stesso sesso. Si cercherà di mettere in relazione l'omosessualità maschile e la funzione svolta dalla figura paterna in ordine al delicato processo di identificazione, che implica anche quello della costitutzione dell'identità sessuale e della scelta d'oggetto. Il quadro teorico di riferimento è quello psicoanalitico freudiano.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE Il termine omosessualità è la traduzione italiana della parola tedesca Homosexualitat, creata fondendo il termine greco “omoios” (stesso) e il termine latino “sexus” e dalla quale sono derivate le traduzioni in tutte le altre lingue. Fu coniato nel 1869 dal letterato ungherese di lingua tedesca Kàroly Mària Kertbeny (1824-1882), nato K.M. Benkert, che lo usò in un pamphlet anonimo contro l’introduzione da parte del Ministero della Giustizia prussiano di una legge per la punizione di atti sessuali fra due persone di sesso maschile. Benkert non è un medico, né uno scienziato, ma un letterato e soprattutto quello che oggi definiremmo un “militante omosessuale“. La nascita del termine fu dovuta al tentativo di svincolare il rapporto sessuale tra due uomini da una connotazione negativa e dispregiativa, creandone uno moralmente neutro che sostituisse quelli in uso all’epoca, come “pederastia” e “sodomia”. Nel 1880 la parola “omosessualità” fu ripresa in un’opera scientifica di Gustav Jager, Die Entdeckung der Seele, dal quale penetrò nella letteratura scientifica, che lo impose al grande pubblico, soprattutto attraverso la celebre Psychopathia sexualis di R. von Krafft-Ebing, nella quale apparve a partire dall’edizione del 1887. “L’omosessualità, certamente, non è un pregio, ma non è qualcosa di cui ci si debba vergognare, non è un vizio, una degradazione e neppure può essere definita una malattia (….)” 1 . 1 S. Freud (1935), Lettera a Mrs N. N. in: Epistolari di S. Freud, Lettere alla fidanzata e ad altri corrispondenti (1873-1939), Bollati Boringhieri, Torino 1990, pag. 353

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Mirella Greco Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3800 click dal 18/07/2008.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.