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Il giudizio direttissimo

I procedimenti speciali si collocano, nel sistema di rito penale, accanto al procedimento ordinario, segnato dalla scansione di determinate fasi: dalle indagini preliminari, in cui l’organo del p.m. acquisisce e coordina gli elementi probatori; alla chiusura delle indagini, in cui l’ufficio requirente presenta al giudice la richiesta di archiviazione o la richiesta di rinvio a giudizio dell’imputato, dalla udienza preliminare, che costituisce il momento di controllo, da parte del giudice, del corretto esercizio dell’azione penale e del relativo vaglio della eventuale celebrazione della fase dibattimentale, al giudizio, in cui pubblicamente e con la garanzia della dialettica processuale delle parti, viene definito il processo con sentenza di proscioglimento o di condanna dell’imputato; al possibile giudizio di impugnazione, di secondo grado (appello) e di legittimità (cassazione).

Nella prospettiva del nuovo codice si è attribuita importanza ai riti c.d. alternativi rispetto al procedimento ordinario, sì da affermare che i cinque modelli predisposti dalla legge rappresentano gli strumenti indispensabili per il concreto funzionamento del sistema in quanto dovrebbero, permettendo di adeguare con grande flessibilità la scelta del rito alle peculiarità ed esigenze del caso concreto, coprire una aliquota rilevante di tutto il lavoro giudiziario.

In ciò si coglie la ratio giuridica delle figure dei procedimenti speciali, peraltro definite anche “procedure di sfoltimento”; essi, infatti, hanno la funzione di evitare attività processuali inutili nei casi di maggiore semplicità oggettiva del merito per quanto concerne la prova, che costituisce il carattere comune, pur nella eterogeneità dei procedimenti stessi.

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1 NOTE INTRODUTTIVE I procedimenti speciali si collocano, nel sistema di rito penale, accanto al procedimento ordinario, segnato dalla scansione di determinate fasi: dalle indagini preliminari, in cui l’organo del p.m. acquisisce e coordina gli elementi probatori; alla chiusura delle indagini, in cui l’ufficio requirente presenta al giudice la richiesta di archiviazione o la richiesta di rinvio a giudizio dell’imputato, dalla udienza preliminare, che costituisce il momento di controllo, da parte del giudice, del corretto esercizio dell’azione penale e del relativo vaglio della eventuale celebrazione della fase dibattimentale, al giudizio, in cui pubblicamente e con la garanzia della dialettica processuale delle parti, viene definito il processo con sentenza di proscioglimento o di condanna dell’imputato; al possibile giudizio di impugnazione, di secondo grado (appello) e di legittimità (cassazione).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Aldo Esposito Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.