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Il conflitto comunicativo. Il litigio in tv

Informazioni tesi

  Autore: Viviana Giannico
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Ilaria Riccioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

Il presente lavoro nasce dall’ interesse per la “psicologia della comunicazione” ed in particolare per quell’approccio teorico-metodologico denominato Analisi della Conversazione, che, offrendo un modello sistematico di raccolta, trascrizione e analisi dei dati conversazionali, permette di osservare e studiare i fenomeni di parlato nelle situazioni più disparate dei contesti naturali.
Il titolo di questa tesi è “IL CONFLITTO COMUNICATIVO. Il litigio in televisione”; dunque il contesto preso in considerazione per effettuare la ricerca è stato quello televisivo e l’interrogativo che ha portato allo sviluppo dei concetti e alla formulazione di ipotesi è stato il seguente:
“ i conflitti mediatici sono finalizzati
a chiarire il proprio punto di vista e le proprie motivazioni,
a dar dimostrazione delle proprie conoscenze
o a screditare quelle altrui?”
Attraverso l’ analisi di dieci litigi televisivi, ho voluto constatare la predominanza dell’ una o dell’ altra tendenza.
In principio, ho provveduto alla registrazione di diversi programmi televisivi, per poi passare ad una selezione degli stessi, scegliendo tra essi quelli che trattavano argomenti importanti dal punto di vista contenutistico e che mostravano prevalentemente reazioni spontanee dei protagonisti, escludendo alcune specifiche tipologie di trasmissione che, esplicitamente o meno, presupponessero un “copione” o una “sceneggiatura”.
L’ analisi finale, dunque, è stata condotta su un corpus composto da dieci puntate di alcuni noti talk-show televisivi, registrate su DVD e trascritte in formato elettronico da tastiera.
In particolare mi riferisco a:
 “Matrix”, condotto da Enrico Mentana, Canale 5, seconda serata (00: 01:40);
 “Porta a Porta”, condotto da Bruno Vespa, Rai Uno, seconda serata (00:02:10 / 00:00:41 / 00:01:59);
 “Ballarò”, condotto da Giovanni Floris, Rai Tre, prima serata;
 “Mi manda rai tre”, condotto da Andrea Vianello, Rai Tre, prima serata (00:02:75 / 00:03:04);
 “Maurizio Costanzo Show” , condotto da Maurizio Costanzo, Canale 5, seconda serata (00:05:04);
 “L’ arena” (“Domenica in”), condotto da Massimo Giletti, Rai Uno, nella fascia pomeridiana (00:01:01 / 00:04:04).
Le trascrizioni sono state eseguite utilizzando il sistema jeffersoniano.
Il litigio è un fenomeno comunicativo assai frequente nella vita quotidiana. Ma anche diversi programmi televisivi, oggi, offrono spesso l’occasione assistere a vere e proprie dispute mediatiche, in cui gli elementi dell’enfasi e della spettacolarizzazione del conflitto sembrano aggiungere ulteriore “colore” a questo tipo di evento conversazionale.
L’interesse per il tema del conflitto comunicativo e per quella sua particolare declinazione rappresentata dai litigi televisivi si è concretizzato, in questo lavoro di tesi, da un lato in una ricognizione bibliografica sugli argomenti e dall’altro in un’analisi empirica condotta su dati conversazionali.
Tale interesse per i conflitti dialogici è motivato sia da una curiosità teorica, sia da un’attenzione per la dimensione formativa: penso, infatti, che la conoscenza e la consapevolezza delle dinamiche conflittuali possano aiutare a prevenire o, quantomeno, a gestire al meglio l’insorgenza dei problemi conversazionali.
Ritenendo, inoltre, fondamentale educare alla gestione dei conflitti sin dalla tenera età, ho elaborato ed inserito in appendice un progetto didattico destinato agli alunni della scuola primaria.
Gran parte dei cartoons specificamente a loro rivolti, si imperniano su una esasperata competizione e mostrano la violenza come unico modo di risolvere i conflitti. Il messaggio che può arrivare è l’ affermazione implicita che chi ha più forza e vince è nel giusto ed è il migliore. Purtroppo l’ immediatezza delle immagini coinvolge molto emotivamente i bambini il cui comportamento potrebbe essere di conseguenza influenzato.
Sta all’ educatore (genitore, insegnante…) intervenire stimolando una più ampia visione del conflitto nei bambini, in modo che imparino a gestirli in modi alternativi alla violenza.

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6 INTRODUZIONE Il presente lavoro nasce dall’ interesse per la “psicologia della comunicazione” ed in particolare per quell’approccio teorico-metodologico denominato Analisi della Conversazione, che, offrendo un modello sistematico di raccolta, trascrizione e analisi dei dati conversazionali, permette di osservare e studiare i fenomeni di parlato nelle situazioni più disparate dei contesti naturali. Il titolo di questa tesi è “IL CONFLITTO COMUNICATIVO. Il litigio in televisione”; dunque il contesto preso in considerazione per effettuare la ricerca è stato quello televisivo e l’interrogativo che ha portato allo sviluppo dei concetti e alla formulazione di ipotesi è stato il seguente: “ i conflitti mediatici sono finalizzati a chiarire il proprio punto di vista e le proprie motivazioni, a dar dimostrazione delle proprie conoscenze o a screditare quelle altrui?” Attraverso l’ analisi di dieci litigi televisivi, ho voluto constatare la predominanza dell’ una o dell’ altra tendenza. In principio, ho provveduto alla registrazione di diversi programmi televisivi, per poi passare ad una selezione degli stessi, scegliendo tra essi quelli che trattavano argomenti importanti dal punto di vista contenutistico

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