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Mercato del lavoro e consumo di alcol

Informazioni tesi

  Autore: Maddalena Padovan
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Lorenzo Rocco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

La tesi è composta di due parti, la prima una ricerca bibliografica in cui ho cercato di individuare le principali tesi per quanto riguarda gli effetti del consumo di alcol sulle variabili del mercato del lavoro,e la seconda in cui ho analizzato uno studio empirico fatto sui dati del Russia Longitudinal monitoring survey.
Per quanto riguarda il rapporto tra salute e mercato del lavoro ho trovato che la cattiva salute della forza lavoro ha fatto emergere nella realtà sociale i working poor, che sono quei lavoratori che a causa di problemi di salute, disabilità o dipendenze si trovano sotto la soglia di povertà, nonostante partecipino attivamente al mercato del lavoro. Zagorsky facendo un analisi delle caratteristiche che questi working poor presentavano trova che il problema più frequentemente riscontrato è proprio l’abuso di alcol. Da qui è partita la mia ricerca per identificare l’effetto dell’alcol.
La letteratura economica si divide principalmente in due filoni: da una parte coloro che sostengono che, a causa degli effetti collaterali che l’alcol porta alla salute, non può esserci che un impatto negativo del consumo di alcol sul salario e sull’occupazione; dall’altra invece prendendo in considerazione i benefici che l’alcol può portare, si è sviluppato tutto un filone che sostiene che l’alcol in determinate quantità aumenta la performance lavorativa.
Per capire il perché dei due effetti bisogna prendere in considerazione alcune assunzioni di carattere medico: gli effetti collaterali e i benefici. Un individuo scegli infatti la quantità da consumare in base alla sua personale analisi di costi e benefici.
Nella seconda parte della tesi ho preso in esame il caso della Russia e utilizzando i dati del RLMS. Ho utilizzato i dati dei round dal 9 all’11. Dopo aver ripulito i dati e ricodificato le variabili di mio interesse sono arrivata ad avere un panel-data formato da una cross section ripetuta su 3 anni. Il panel è risultato unbalanced xkè non tutti i soggetti hanno risposto a tutti i questionari. Su questo panel ho iniziato a fare delle regressioni. Le variabili dipendenti che ho stimato sono state Il salario orario e lo status occupazionale. Il salario/h è una variabile continua mentre lo status occupazionale è dicotomica, assume solo i valori 0 e 1.
Gli stimatori che ho usato sono stati: la pool regression (OLS), un panel fixed effect per l’individuo e un panel two way fixed effect per l’individuo e per il periodo. Il metodo degli effetti fissi individuali usando la trasformazione within considera per ogni individuo la deviazione della variabile dipendente e dei regressori dalla media individuale. In questo modo si cerca di identificare precisamente l’effetto dei regressori sulla variabile indipendente, eliminando tutte le specificità individuali time-invariant, quali preferenze e intime inclinazioni come l’avversione al rischio o le abitudini famigliari.
Ho anche introdotto effetti fissi temporali che possono catturare fattori quali il prezzo dell’alcol in quell’anno oppure il clima e dunque la temperatura che influenzano il consumo di alcol. Ho poi utilizzato l'opzione cluster (id) per rendere gli errori standard robusti all'eteroschedasticità e alla correlazione seriale all'interno delle osservazioni di ciascun individuo. Per ciascuno dei 3 stimatori ho utilizzato 4 diverse specificazione del modello, aggiungendo via via controlli alla specificazione base (Mincer).Gli stimatori che ho utilizzato x il salario orario sono stati: pooled regression, panel fixed effects, panel two way fixed effects
Per working: pooled logit, panel fixed effect logic, panel two way fixed effect logit.

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5 Introduzione Parlando di salute e mercato del lavoro il primo argomento a cui la maggior parte della gente ricollega il pensiero Ł come il lavoro influenza la salute delle persone. Non a caso i mass- media danno una grande importanza alle cosiddette morti bianche , ossia a tutti quegli individui che perdono la vita sul posto di lavoro. E del primo aprile 2008 la notizia che il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che novella la legge 626 del 1994. Insomma desta gran clamore come il lavoro possa incidere negativamente sulla salute dei cittadini. Pochi invece pensano alla relazione inversa ossia a come lo stato di salute dei lavoratori incida sul mercato del lavoro. Sono molte, infatti, le conseguenze che un cattivo stato di salute della forza lavoro pu portare a livello di produtt ivit nazionale. E sono molti anche gli aspetti che portano gli esperti a definire un lavoratore in un cattivo stato di salute. Non ci si riferisce soltanto a quelli che sono problemi fisici come menomazioni e malattie varie ma anche a tutto l insieme delle malattie della psiche. Tra queste spiccano per espansione e diffusione le dipendenze, dipendenze da droghe, da farmaci e da alcol. Per quanto riguarda le malattie che portano a problemi prettamente fisici se ne parla molto e in Italia possiamo vantare una serie di leggi a tutela dei disabili e delle categorie protette che garantiscono e a volte impongono alle grandi aziende l assunzione di questi soggetti . Per le dipendenze invece non c Ł una grossa protezione e ancor peggio c Ł poca discussione al riguardo. La cattiva salute della forza lavoro ha come primo effetto quello di far emergere nella realt sociale i cosiddetti working poor . I working poo r sono quei lavoratori che a causa di problemi di salute, disabilit , dipendenze o altri fattori non osservabili, si trovano al limite della soglia di povert nonostante partecipino atti vamente al mercato del lavoro. Lo stato di povert Ł definito in base al reddito totale del soggetto: se questo ammontare Ł al di sotto della soglia di povert , il soggetto Ł considerato lavo ratore povero. I working poor inoltre hanno almeno il doppio delle possibilit di un lavoratore normale di passare molti anni nella povert e di avere stipendi bassi una volta usciti da questo stato. Nel 1996 la percentuale di lavoratori poveri rappresentava il 5,8% della forza lavoro totale (U.S. Departement of Labour, 1997). Quello che ci interessa Ł capire quanti di questi lavoratori poveri lo sono a causa dell abuso di alcol. In uno studio del 1999 Zagorsky utilizzando i dati del US National Longitudinal Survey of Youth suddivide i lavoratori poveri in 5 principali categorie in base al tipo di problema che presentavano: • Disabilit fisiche o mentali

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