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Rimozione dei nutrienti da acque di scarico civile mediante processi di fitodepurazione

Informazioni tesi

  Autore: Giorgio Puppo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria civile e ambientale
  Relatore: Mauro Rovatti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 218

La tesi riguarda processi naturali di rimozione dei nutrienti dalle acque di scarico.
A seguito di un'introduzione in cui viene citato anche lo schema di un tradizionale impianto di depurazione a fanghi attivi, si passa all'analisi dei processi di rimozione dei nutrienti negli impianti di fitodepurazione, e degli organismi vegetali impiegati in tali processi ( macrofite e microalghe).
In seguito si procede allo studio dei criteri di progetto per la realizzazione di un impianto di fitodepurazione sia a macrofite che a microalghe.
A titolo di esempio alla fine è stato effettuato il dimensionamento di un impianto sia a macrofite che a microalghe per il refluo presso il comune di Carpiano (MI), (i dati di progetto sono stati forniti dalla TASM), operando un confronto vantaggi-svantaggi delle due tipologie impiantistiche.

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1 PREMESSA Il D.Lgs 152/99 revisionato nel D.Lgs 152/2006, e il D.Lgs 258/2000 sono le normativa fondamentale per la definizione delle attività riguardanti tutte le acque superficiali, marine e sotterranee. Il decreto 152, all'articolo 1, definisce la disciplina generale per la loro tutela ed intende raggiungere, tra gli altri, l'obiettivo di prevenire e ridurre l'inquinamento, attuando altresì il risanamento dei corpi idrici inquinati. Per raggiungere tali obiettivi vengono identificati i seguenti strumenti che presentano un'attinenza più o meno diretta col controllo degli scarichi: ξ tutela integrata degli aspetti qualitativi e quantitativi della risorsa idrica nell'ambito di ciascun bacino idrografico ed un adeguato sistema di controlli e di sanzioni; ξ rispetto dei valori limite agli scarichi fissati dallo Stato, nonché definizione di valori limite in relazione agli obiettivi di qualità del corpo recettore; ξ individuazione di misure per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento nelle zone vulnerabili e nelle aree sensibili; ξ individuazione di misure tese alla conservazione, al risparmio, al riutilizzo ed al riciclo delle risorse idriche. ξ adeguamento dei sistemi di fognatura e depurazione degli scarichi idrici, nell'ambito del servizio idrico integrato di cui alla legge n.36 del 5 gennaio 1994, (Legge Galli); Nell’ottica evidenziata da quest’ultimo punto, la fitodepurazione rappresenta una tecnica naturale ed ecocompatibile che consente di depurare le acque reflue sfruttando il principio di autodepurazione tipico degli ambienti acquatici, con l’impiego di alghe e piante superiori. L’obiettivo della presente tesi di laurea è di approfondire la tematica della fitodepurazione, soffermandosi in particolar modo sulle tecniche utilizzate. Si rivolge l’attenzione inoltre alla realizzazione di tale tecnica di depurazione negli attuali impianti di trattamento degli scarichi civili urbani. In tal senso si confrontano l’applicazione di un impianto tradizionale di fitodepurazione (Constructed wetland) con quella di un innovativo impianto a microalghe, soffermandosi sui pregi ed i difetti di ambedue le tecniche.

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ciclo azoto
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fitodepurazione
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