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Particolari della livrea di Stenella coeruleoalba (Meyen, 1833) utili per la fotoidentificazione dei singoli individui

La presente tesi si inquadra nell’ambito di uno studio sulla livrea della stenella striata (Stenella coeruleoalba Meyen, 1833) nel Mar Ligure, svolto presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Genova. In particolare questo lavoro rappresenta un’analisi delle caratteristiche nella colorazione della stenella striata utili alla fotoidentificazione per il riconoscimento dei singoli esemplari. Dopo aver preso in considerazione alcuni aspetti fondamentali della fotoidentificazione si è cercato di trovare un codice che potesse univocamente classificare e riconoscere il profilo della contrombreggiatura del peduncolo caudale, chiamato recentemente dorsum border, “DB” (Rosso et al., in stampa) grazie alla particolare conformazione di linee, semicerchi e macchie che lo costituiscono. In commercio esistono programmi, basati su algoritmi complessi per il calcolo di distanze lineari, simili a quelli per il riconoscimento delle impronte digitali o il confronto facciale umano (Finex del progetto
Europhlukes, Darwin etc.). Tali risorse sono tuttavia molto costose e difficili da reperire, oltre a non permettere un riscontro immediato a causa della necessità di intervenire sulla foto modificandola per ridurre i disturbi che potrebbero falsare l’elaborazione. In futuro questi software potrebbero
affiancare il “Codice Stenella” fornendovi ulteriori conferme.


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3 Introduzione Catturare immagini di animali per avere le loro “foto segnaletiche” aiuta a confermarne l’identità oltre a fornire una testimonianza permanente dei loro segni distintivi. Questa preziosa tecnica di ricerca, nota come fotoidentificazione, o più semplicemente “foto-id”, negli ultimi anni ha notevolmente ampliato le conoscenze sul comportamento e sulle abitudini dei cetacei in natura (Cardwardine et al., 1998). La presente tesi si inquadra nell’ambito di uno studio sulla livrea della stenella striata (Stenella coeruleoalba Meyen, 1833) nel Mar Ligure, svolto presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Genova. In particolare questo lavoro rappresenta un’analisi delle caratteristiche nella colorazione della stenella striata utili alla fotoidentificazione per il riconoscimento dei singoli esemplari. Studi pregressi (Amoretti, 2005) hanno messo in evidenza l’importanza del profilo della contrombreggiatura del peduncolo caudale, carattere che permetterebbe l’identificazione potenziale del 75.68% degli individui fotografati, consentendo l‘inserimento del vasto catalogo fotografico esistente sulla stenella striata in Mar Ligure in un database. Dopo aver preso in considerazione alcuni aspetti fondamentali della fotoidentificazione si è cercato di trovare un codice che potesse univocamente classificare e riconoscere il profilo della contrombreggiatura del peduncolo caudale, chiamato recentemente dorsum border, “DB” (Rosso et al., in stampa) grazie alla particolare conformazione di linee, semicerchi e macchie che lo costituiscono. In commercio esistono programmi, basati su algoritmi complessi per il calcolo di distanze lineari, simili a quelli per il riconoscimento delle impronte digitali o il confronto facciale umano (Finex del progetto Europhlukes, Darwin etc.). Tali risorse sono tuttavia molto costose e difficili da reperire, oltre a non permettere un riscontro immediato a causa della necessità di intervenire sulla foto modificandola per ridurre i disturbi che potrebbero falsare l’elaborazione. In futuro questi software potrebbero affiancare il “Codice Stenella” fornendovi ulteriori conferme.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Fabiana Surace Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 516 click dal 29/07/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.