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Il processo di mentalizzazione del corpo in adolescenza

L'adolescenza è una fase del ciclo di vita caratterizzato da molti cambiamenti fisici e psicologici. La tesi affronta queste metamorfosi in chiave psicodinamica ponendo accento sul corpo e i suoi cambiamenti come motore di un delicato percorso di costruzione dell'identità. Completare questo percorso significa giungere ad una rappresentazione mentale del corpo pubere e ad un'accettazione delle implicazioni psicologiche che esso comporta. Questo compito prende il nome di processo di mentalizzazione del corpo. La tesi affronta inoltre alcuni possibili esiti di un fallimento del processo di mentalizzazione del corpo come i disturbi alimentari e il suicidio.

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4 INTRODUZIONE Secondo la prospettiva del ciclo di vita ogni tappa dello sviluppo è caratterizzata da precisi compiti evolutivi il cui superamento consente all’individuo di evolvere a fasi di vita successive. In questo contesto l’adolescenza è concepita come fase di transizione dall’infanzia all’età adulta in cui il principale compito di sviluppo è formare una propria identità. Attenendosi a questa definizione si potrebbe erroneamente pensare che la costruzione del Sé sia un processo psicologico da cui sono esentati sia il bambino che l’adulto. In realtà la formazione dell’identità è un compito che impegna l’individuo lungo l’intero arco di vita e le cui basi sono elaborate a partire dall’infanzia e la cui definitiva acquisizione non coincide con la conclusione dell’adolescenza. Per tali ragioni è più corretto definire il compito di sviluppo di questo periodo evolutivo in termini di riconfigurazione dell’identità piuttosto che di formazione. L’adolescenza infatti è avviata dal fenomeno biologico della pubertà che apportando significativi cambiamenti fisici al corpo dell’individuo crea una rottura con la concezione de Sé infantile e grazie allo sviluppo del pensiero logico-formale impone inevitabilmente una revisione sulla base dei nuovi tratti che lo connotano. Grazie a questa conquista cognitiva l’adolescente è in grado di ragionare in termini astratti senza più ricorrere necessariamente ad un controllo percettivo su quanto pensato ed elaborare psichicamente ciò che osserva. Le trasformazioni fisiche indotte dalla pubertà sono il primo cambiamento che caratterizza l’adolescenza e il primo oggetto di riflessione da parte dell’individuo. Non si tratta di un semplice aggiornamento dello schema corporeo sulla base dell’oggettività dell’immagine corporea percepita attraverso lo specchio ma di prendere coscienza del nuovo corpo al fine di formarne una rappresentazione mentale. L’elaborazione psichica della propria immagine corporea è un processo complesso caratterizzato da frequenti conflitti psicologici connessi con l’accettazione o il rifiuto delle modificazioni corporee che, in letteratura psicoanalitica, prende il nome di mentalizzazione del corpo. L’esteriorizzazione di questo lavoro psichico è rappresentato dalle manipolazioni corporee quali il tatuaggio e il piercing. Queste mode, a differenza del passato, non sono ritenute sintomo di disagio o sofferenza ma denotano la graduale presa di coscienza del nuovo corpo e l’investimento affettivo che l’adolescente vi attribuisce: esse sono uno strumento per mentalizzare il corpo e valorizzarne i nuovi tratti che lo connotano. Tra tutte le trasformazioni psichiche puberali quelle che necessitano maggiormente di una rappresentazione mentale sono la maturazione dei caratteri sessuali secondari e lo sviluppo degli organi genitali perché congedano il corpo asessuato infantile, pongono le basi per costruire una identità di genere e conferiscono alla sessualità emergente il carattere della complementarietà. Quest’ultimo aspetto implica separarsi dalle figure genitoriali mitizzate nell’infanzia e investire su oggetti d’amore che non siano di natura edipica ma esogamica. Il processo di separazione dalle immagini infantili interiorizzate e il concomitante inserimento nel gruppo dei pari è prerogativa dello sviluppo dell’identità e dell’assunzione di un ruolo adulto. E’ un distacco doloroso che porta l’adolescente ad adottare comportamenti fluttuanti che si esprimono in termini di regressioni e progressioni: il lutto per la perdita del corpo infantile asessuato e per la rinuncia agli oggetti d’amore edipici rende l’individuo nostalgico del mondo infantile ma al contempo desideroso di allontanarsene per acquistare maggiore autonomia e per inserirsi nel gruppo dei pari. Sebbene la psicoanalisi di stampo freudiano abbia prediletto lo studio delle dinamiche psicologiche infantili piuttosto che quelle dell’adolescenza è possibile cogliere già dalle prime impostazioni teoriche di Sigmund Freud teorizzazioni oggi frequenti nel campo della psicoanalisi relative alla rilevanza delle prime trasformazioni fisiche ai fini dello sviluppo dell’individuo e concettualizzazioni dell’esperienza corporea quale strumento importante nella mediazione di ogni relazione con la realtà. In ambito psicoanalitico la maggior parte delle teorie sull’adolescenza ritengono che il filo conduttore di ogni cambiamento che si verifica in adolescenza sia lo sviluppo sessuale. L’attenzione della psicoanalisi al rapporto mente- corpo ha mosso l’approfondimento di quelle particolari

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Sara Manuela Lanini Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.