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Giustizia e proporzioni. Un percorso attraverso la Repubblica e le Leggi di Platone.

Informazioni tesi

  Autore: Gianni Pisano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Elisabetta Cattanei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

Dalle due opere di riferimento, è stata tracciata una folta mappa dei passi, una griglia di partenza che riportasse, inizialmente, tutte le sezioni dei testi in cui fosse menzionato il tema della giustizia, con particolare riguardo alla proporzionalità, all’equilibrio e alla relazione delle parti costitutive di un certo insieme in esame.
Sin dalle fasi iniziali si sono presentati due differenti ordini di problemi: innanzitutto, l’impossibilità di ignorare i numerosi richiami che tale questione comporta, ha generato un notevole ampliamento della selezione operata, vedendo di frequente indispensabile mantenere anche i passi dove la trattazione della Giustizia figura solo come parte di un discorso più ampio, come corollario a una riflessione sull’educazione, sulle virtù o sulla felicità. D’altro canto, la dovuta attenzione alla proporzionalità ha portato a integrare ulteriormente la griglia con una lunga serie di passi – soprattutto tratti dalle Leggi – dove il dialogo esprime numericamente il corretto rapporto da istituire di volta in volta fra i termini di precise relazioni, lasciando però sovente il riferimento alla giustizia sullo sfondo, o quantomeno sottointeso. A selezione ultimata pertanto, si è presentata una mappa estremamente nutrita: al fianco dei luoghi obiettivamente più significativi, si stendeva infatti un folto elenco di passi accessori – anche se per questo non meno rilevanti, specialmente in sede espositiva – che necessitavano di un nuovo e più accurato filtraggio. Il ricorso a questa semplificazione ha mostrato come l’autore, in certi casi, abbia adottato formule e argomentazioni simili, mentre in altri, abbia esposto soluzioni problematicamente differenti: fra tutte, la suddivisione dell’anima – e dello stato – proposta e come tripartita e come bipartita, lascia intendere forse, più che ad un brusco ripensamento del Platone più anziano, ad una possibile ed interessante compatibilità dei due modelli di Giustizia - come Proporzione Aritmetica e come Proporzione Geometrica - sebbene quantitativamente differenti.

Nel primo capitolo si analizzano i passi salienti tratti dalla Repubblica che nel climax a suo modo drammatico dell'opera attraversano temi che vanno dall'Armonia alla Educazione, dalla Felicità del singolo al Bene dello Stato, per poi offrire il confronto diretto fra i due paradigmi di giustizia proporzionale.

Il secondo capitolo di questo lavoro tende, in linea generale, alla riproposizione dell’intento platonico di offrire, insieme alla Repubblica, il modello più storicamente attendibile offerto dalle Leggi, senza per questo motivo immaginarlo come una realizzazione del primo. Integrando talvolta le lacune lasciate da un approccio complesso e “alto”, Platone propone un’accurata analisi della storia delle forme politiche, prendendo spunto dalle realtà statali che egli stesso ebbe modo di osservare durante la sua vita. Giustifica geometricamente il metro di ragionamento scelto e applicato ora all’istituzione di un governo libero - ma nel contempo autoritario - ora alla regolamentazione di un’educazione mai lasciata al caso.
L’accostamento delle due opere è stato così suggerito dall’ipotesi e dalla possibilità di una certa compatibilità fra le stesse. L’approccio “idealistico” della Repubblica è sorretto dal un metodo più descrittivo e prescrittivo delle Leggi, che ne riprende molti dei nuclei fondamentali, ma sotto una luce diversa, più sensibile alla crisi politico-culturale del V secolo, più vicina alle impellenze per la realizzazione di uno stato giusto e di una giustizia effettivamente tale.

In allegato è riproposta la mappatura dei passi delle opere.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro nasce, principalmente, dalla ferma volontà di cimentarsi con i testi basilari della filosofia, in particolar modo della filosofia antica. Sebbene consapevole che la scelta di mettere a fuoco opere del calibro della Repubblica o delle Leggi comportasse da un lato il rischio di ricadere – forse – in una scelta banale o inflazionata, ho creduto che fosse per certi versi necessario concludere un primo percorso di studi soffermandomi su alcuni degli scritti più importanti del pensiero occidentale, antico e non. A tale intenzione si è accompagnato, ad ogni modo, il proposito di guardare i testi di Platone da un’angolazione defilata – senza, di certo, presunzione di originalità – che mirasse sì a tematiche importanti e celebri, come la Giustizia e l’Armonia, ma che le cogliesse nel dialogo soprattutto quando calate entro riflessioni e soluzioni di carattere numerico-proporzionale. Il fine proposto era precisamente quello di delineare, ancorandolo ai diversi luoghi degli scritti, un percorso di lettura che sottolineasse le argomentazioni platoniche laddove appaiano intrecciate a motivazioni matematiche, espresse in formule numerico-proporzionali. La mappa dei passi: problemi e selezioni Da principio, dalle due opere di riferimento, è stata tracciata una mappa dei passi 1 , una griglia di partenza che riportasse, inizialmente, tutte le sezioni dei testi in cui fosse menzionato il tema della giustizia, d…kaion, con particolare riguardo alla proporzionalità, all’equilibrio e alla relazione delle parti costitutive di un certo insieme in esame. Sin dalle fasi iniziali si sono presentati due differenti ordini di problemi: innanzitutto, l’impossibilità di ignorare i numerosi richiami che tale questione comporta, ha generato un notevole ampliamento della selezione operata, vedendo di frequente indispensabile mantenere anche i passi dove la trattazione della Giustizia figura solo come parte di un discorso più ampio, come corollario a una riflessione sull’educazione, sulle virtù o sulla felicità. D’altro canto, la dovuta attenzione alla proporzionalità ha portato a integrare ulteriormente la griglia con una lunga serie di passi – soprattutto tratti dalle Leggi – dove il dialogo esprime numericamente il corretto rapporto da istituire di volta in volta fra i termini di precise relazioni 2 , lasciando però sovente il riferimento alla giustizia sullo sfondo, o quantomeno sottointeso. 1 In appendice, una volta operati gli aggiustamenti esposti in seguito, è allegata la versione conclusiva della stessa. 2 A titolo esemplificativo, cfr. Leg. XI, 927 d, in cui fra due possibili pene, relative alla medesima ingiustizia, viene stabilito un rapporto 2:1. Passi come questo di frequente risultano significativi per lo più per la singolarità e 3

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