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Imprese multinazionali e investimenti diretti

Le imprese multinazionali e la produzione internazionale riflettono un mondo in cui capitale e tecnologia sono diventati sempre più mobili ed anzi gli stessi investimenti esteri diretti costituiscono lo strumento principale della mobilità di questi fattori. I continui mutamenti nei vantaggi comparati tra le economie nazionali, i miglioramenti nei sistemi di trasporto e di comunicazione e decisioni governative favorevoli incoraggiano le grandi imprese a collocare i loro impianti produttivi nei posti più vantaggiosi nelle varie parti del mondo. In continua espansione a partire dal secondo dopoguerra, le multinazionali sono oggi divenute istituzioni assai potenti che detengono risorse più ampie della maggior parte degli Stati rappresentati alle Nazioni Unite; la gamma di operazioni e l’estensione territoriale su cui spaziano alcune imprese multinazionali sono geograficamente maggiori di qualunque impero mai esistito. E’ facile quindi capire come esse abbiano potuto integrare l’economia mondiale in una misura mai raggiunta in passato e portare l’interdipendenza economica a livello globale anche sul piano della produzione industriale, oltre l’ambito del commercio e della moneta.
Le imprese multinazionali hanno perciò rappresentato un oggetto di indagine stimolante non solo per gli economisti, ma anche per gli studiosi di political economy internazionale, a riprova della rilevanza politica di un fenomeno primariamente economico. Questi studiosi, basandosi sull’assunto che per comprendere i problemi commerciali, monetari e dello sviluppo economico occorra l’integrazione fra le prospettive teoriche della scienza economica e quelle della scienza politica, hanno visto le imprese multinazionali non tanto come attori transnazionali politicamente neutrali, quanto come agenti dell’espansionismo economico americano prima, giapponese poi. Secondo questa prospettiva è infatti possibile stabilire un parallelo fra il ruolo svolto dalla Gran Bretagna nella diffusione del liberalismo economico e del libero scambio nel XIX secolo, il periodo cioè della Pax Britannica, e l’esperienza statunitense del secondo dopoguerra, quando l’emergere della potenza americana ha rappresentato la cornice politica entro cui agivano le multinazionali americane, in rapida espansione nell’allora Mercato Comune Europeo.
Le conseguenze politiche di tale ampia presenza sono ad esempio rappresentate dalle rigide prese di posizione di personaggi del calibro di De Gaulle e di altri nazionalisti dell’Europa Occidentale, del Canada e del Terzo Mondo che vedevano appunto queste grandi imprese come agenti dell’imperialismo americano, secondo un’opinione assai diffusa negli anni Sessanta ed esemplificata dall’esortazione dello scrittore francese Servan-Schreiber a fronteggiare la «sfida americana». Negli anni Ottanta, tuttavia, nei paesi avanzati posizioni critiche di tale natura sono scomparse.

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4 INTRODUZIONE Le imprese multinazionali e la produzione internazionale riflettono un mondo in cui capitale e tecnologia sono diventati sempre più mobili ed anzi gli stessi investimenti esteri diretti costituiscono lo strumento principale della mobilità di questi fattori. I continui mutamenti nei vantaggi comparati tra le economie nazionali, i miglioramenti nei sistemi di trasporto e di comunicazione e decisioni governative favorevoli incoraggiano le grandi imprese a collocare i loro impianti produttivi nei posti più vantaggiosi nelle varie parti del mondo. In continua espansione a partire dal secondo dopoguerra, le multinazionali sono oggi divenute istituzioni assai potenti che detengono risorse più ampie della maggior parte degli Stati rappresentati alle Nazioni Unite; la gamma di operazioni e l’estensione territoriale su cui spaziano alcune imprese multinazionali sono geograficamente maggiori di qualunque impero mai esistito. E’ facile quindi capire come esse abbiano potuto integrare l’economia mondiale in una misura mai raggiunta in passato e portare l’interdipendenza economica a livello globale anche sul piano della produzione industriale, oltre l’ambito del commercio e della moneta. Le imprese multinazionali hanno perciò rappresentato un oggetto di indagine stimolante non solo per gli economisti, ma anche per gli studiosi di political economy internazionale, a riprova della

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Elena Tampieri Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9897 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.