Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Epigoni foscoliani: Giuseppe Mazzini e la Donna Gentile

Il presente studio si propone di ricostriure la vicenda dei rapporti intercorsi tra Quirina Mocenni Magiotti e Giuseppe Mazzini sotto l'egida foscoliana, nel comune intento di onorare la memoria del poeta all'indomani della sua scomparsa.
Entrambi contribuirono ad alimentare il mito foscoliano nell'appena avviata tradizione critica foscoliana e fornirono un peculiare contributo editoriale. Per la prima volta viene pubblicato integralmente il carteggio tra il Mazzini e la Magiotti (lettere già edite ma non nel reciproco alternarsi del dialogo tra i due corrispondenti).
Innanzitutto si tenta di ricostruire la biografia di Quirina Mocenni, dall' infanzia trascorsa nell'ambiente culturale senese del salotto animato dalla madre Teresa Regoli, al matrimonio con un ricco possidente (caldeggiato dalla d'Albany), alla particolare e devota amicizia con il Foscolo, che appropriatamente la deniminò "Donna Gentile", fino alla sua collaborazione con le numerose edizioni e biografie foscoliane (Pecchio, de Tipaldo, Carrer, Caleffi, Mazzini).
Si prende poi in esame l'interesse nutrito dal Mazzini per gli scritti foscoliani, la volontà di divenire biografo dell'autore e la sua attività di eidtore delle opere rimaste inedite: il commento di Foscolo alla Commedia dantesca, rinvenuto in una libreria londinese, e la celebre Lettera Apologetica, la cui pubblicazione venne accompagnata da un'introduzione del Mazzini firmata "un italiano".
Si analizza inoltre la natura del peculiare relazione a distanza instauratosi tra il genovese e la Donna Gentile nonchè la strana incomprensione che finì per recidere i loro rapporti.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Il presente studio si propone di ricostruire la vicenda dei rapporti intercorsi tra Quirina Mocenni Magiotti e Giuseppe Mazzini sotto l’egida foscoliana, nel comune intento di onorare la memoria del poeta all’indomani della sua scomparsa. Ben lungi dalla pretesa di considerarsi esaustivo, questo lavoro tenta di individuare il ruolo che ricoprirono il Mazzini e la Donna Gentile nell’appena avviata tradizione critica foscoliana, soprattutto per il loro peculiare intervento editoriale. Entrambi, infatti, contribuirono ad alimentare quel mito foscoliano che ebbe un discreto seguito nel corso dell’Ottocento, soprattutto nel periodo risorgimentale, e che vedeva nel poeta un exemplum e un modello per le future generazioni, illuminato da una luce sostanzialmente positiva nella quale politica, moralità e letteratura mostravano un’ideale consonanza. Inoltre, abbiamo tentato di mostrare il ruolo di questi due grandi estimatori del Foscolo nella trasmissione dei suoi testi, attraverso il recupero e la conservazione di carte e manoscritti, nonché la pubblicazione di inediti. Nel primo capitolo si è cercato di ricostruire per sommi capi la vita di Quirina Mocenni Magiotti, anche se numerosi episodi della sua vita ci sembrerebbero degni di una più approfondita ricerca da compiersi in altra sede, soprattutto in considerazione della mancanza, nella moderna critica letteraria, di studi specifici relativi alla sua personale vicenda biografica. Partendo dalla sua infanzia e formazione in quello che fu il salotto di casa Mocenni, animato dalla madre Teresa Regoli e frequentato da Vittorio Alfieri, si è tentato di evidenziare le personalità che influenzarono la vita della giovane senese, quale soprattutto la celebre Contessa d’Albany che fu consigliera delle sue disgraziate nozze con Ferdinando Magiotti, ricco possidente di Montevarchi ma mentalmente deficiente. Si è poi tentato di sottolineare l’impatto che ebbe nella Magiotti l’incontro con Ugo Foscolo nel 1812, e dunque la natura del rapporto instauratosi tra la donna e il poeta, appoggiandosi agli studi più antichi (specialmente la ricostruzione fatta da Arturo Linaker nel 1898) e più recenti (da Giuseppe Nicoletti sulla biblioteca foscoliana della Donna Gentile). Si è trattato, infine, del ruolo della “Donna Gentile” nella tradizione otto-novecentesca dei testi foscoliani in quanto depositaria di numerose carte e manoscritti del poeta, e pertanto, della sua collaborazione con quanti intesero scriverne una biografia o pubblicarne gli scritti rimasti inediti: innanzitutto con Giuseppe Pecchio, poi con l’inconcludente Emilio De Tipaldo (per il quale ci siamo

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Eleonora Spinosa Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1423 click dal 08/09/2008.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.