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La repubblica universale nel pensiero di Kant

La mia tesi si compone di tre capitoli e di una conclusione. I primi due capitoli fanno da introduzione al tema specifico, oggetto della tesi. Ho ritenuto, infatti, che non si potesse comprendere appieno né il sistema concettuale del diritto in Kant, né il carattere della sua costituzione repubblicana se prima non avessi analizzato alcuni aspetti salienti della “Critica della ragion pratica”, in cui il filosofo afferma che la legge morale, come le leggi della natura, non può derivare dall’esperienza (piacere, utilità o felicità), ma è condizione a priori della volontà. Senza questo presupposto, cade tutta l’impalcatura concettuale su cui Kant poggia il suo discorso intorno alla Repubblica universale. Basti pensare, in proposito, con quanta forza egli distingue tra moralista politico e politico morale. L’altra premessa che ho inteso sottolineare riguarda la dottrina della pace di cui Kant discetta nel trattatelo “Per la pace perpetua”, nei “Principi metafisici della dottrina del diritto” e in “Sul detto comune: ciò può essere giusto in teoria ma non vale per la prassi”. Anche in queste opere Kant vede la pace come problema morale. Egli, in verità, è convinto che la pace perpetua, in quanto ultima meta di tutto il diritto delle genti, è irrealizzabile. Tuttavia egli non è utopista né contraddittorio. Infatti, per Kant, la politica non è una mera tecnica, ma è la pratica dell’idea della pace. Così, anche un monarca che regna in modo autocratico può governare rettamente se la sua prassi di governo sarà orientata all’idea di repubblica. Tutto ciò viene meglio specificato nell’articolo “Sopra il detto comune…” in cui afferma che la separazione tra teoria e prassi viene meno nelle materie morali, dove la ragion pura è pratica in modo incondizionato. Fatte queste due premesse nei primi due capitoli, ho analizzato il concetto di Repubblica universale in tre sezioni:
a) nella prima ho trattato della teoria giusnaturalistica in Kant, facendo un raffronto tra Kant e Hobbes.
b) Nella seconda ho parlato dei principi a priori dell’idea repubblicana kantiana.
c) Nella terza ho analizzato le strutture della Repubblica kantiana.

Nelle “Conclusioni” ho rilevato che le dottrine politiche e giuridiche kantiane hanno esercitato una forza suggestiva in tutti i tempi e anche nel nostro tempo costituiscono uno stimolo per il ristabilimento della pace nel mondo.

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2 CAP I KANT E IL PROBLEMA MORALE Non si può capire nella sua profondità il pensiero politico di Kant senza far riferimento alla Critica della ragion pratica e alla sua concezione della storia. Per Kant, i problemi supremi dell’uomo, per i quali la metafisica non riesce ad esibire alcuna risposta valida, trovano una soluzione soddisfacente quando vengono affrontati nell’ambito della riflessione etica, ossia della “Ragion pratica”, come Kant la chiama. Ora un’etica così rigorosa (deontologica), che sfugge ai lacci dell’edonismo e dell’utilitarismo, può essere accolta e seguita dall’uomo solo a condizione che questi porti dentro di sé un germe d’immortalità che gli fa credere che la sua vita non si estingue con la morte del corpo. L’etica dell’imperativo categorico postula, oltre

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Lucia Battipaglia Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.