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La cooperazione decentrata allo sviluppo: il caso della Provincia di Ascoli Piceno

Questo lavoro ha, come primo compito, di connotare la genesi ed i contenuti della
cooperazione allo sviluppo, con particolare riferimento all’evoluzione del caso italiano. In particolare l’attenzione si focalizzerà sul passaggio dalla cooperazione allo sviluppo intesa in senso classico alla cooperazione decentrata, portatrice di nuove linee guida nell’ambito dello sviluppo sia a livello nazionale che a livello internazionale. Partendo quindi dallo studio dell’evoluzione storica, proseguendo con l’analisi delle informazioni e dei risultati del caso concreto, si sono voluti definire i caratteri e le diverse modalità attuative della cooperazione decentrata. Quest’ultima, è intesa come un approccio alla cooperazione internazionale allo sviluppo che abbia per riferimento un ambito territoriale circoscritto di due o più paesi del Nord e del Sud. E’ costituita da un sistema di raccordo diretto tra attori individuali e collettivi, istituzionali e non, che siano l’espressione più ampia possibile del tessuto sociale, politico, economico e culturale locale. A tal fine, ci si avvarrà dell’ausilio di una delle storie di successo italiane (best practices), nello specifico, l’attivazione di un progetto di cooperazione decentrata della Provincia di Ascoli Piceno nello Sri Lanka.

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Introduzione Questo lavoro ha, come primo compito, di connotare la genesi ed i contenuti della cooperazione allo sviluppo, con particolare riferimento all’evoluzione del caso italiano.. In particolare l’attenzione si focalizzerà sul passaggio dalla cooperazione allo sviluppo intesa in senso classico alla cooperazione decentrata, portatrice di nuove linee guida nell’ambito dello sviluppo sia a livello nazionale che a livello internazionale. A tal fine, ci si avvarrà dell’ausilio di una delle storie di successo italiane (best practices), nello specifico, l’attivazione di un progetto di cooperazione decentrata della Provincia di Ascoli Piceno nello Sri Lanka. L’intervento, di durata triennale, ha visto la Provincia di Ascoli Piceno capofila di un’estesa rete di soggetti. Lo scopo del programma di cooperazione, è stato la costruzione di un villaggio per il recupero di bambini rimasti orfani a causa dello Tsunami, e di vittime di abusi. Nello specifico, prevede la costruzione di un’area (circa 10 ettari) facilmente accessibile, attrezzata per il recupero di soggetti disagiati e fornita di spazi fruibili dall’intera comunità locale. La struttura è un luogo di accoglienza per minori e adolescenti dai 5 ai 18 anni che vivono in situazioni di rischio e di violenza familiare. Partendo quindi dallo studio dell’evoluzione storica, proseguendo con l’analisi delle informazioni e dei risultati del caso concreto, si sono voluti definire i caratteri e le diverse modalità attuative della cooperazione decentrata. Quest’ultima, è intesa come un approccio alla cooperazione internazionale allo sviluppo che abbia per riferimento un ambito territoriale circoscritto di due o più paesi del Nord e del Sud. E’ costituita da un sistema di raccordo diretto tra attori individuali e collettivi, istituzionali e non, che siano l’espressione più ampia possibile del tessuto sociale, politico, economico e culturale locale. Inoltre, va considerata come un processo che intenda, innanzitutto, stimolare la capacità di pianificazione e gestione autonoma dei processi di sviluppo da parte degli attori coinvolti. La struttura partenariale tra Nord e Sud assume, quindi, un significato nuovo: si traduce nella costituzione di reti che danno luogo ad una azione sinergica tra attori pubblici, privati, sociali ed imprenditoriali. Si tratta di un complesso sistema relazionale che trascende le tradizionali dicotomie tra cittadini 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca Pizzingrilli Contatta »

Composta da 230 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.