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La pubblicazione delle intercettazioni telefoniche tra tutela della privacy e diritto all'informazione

Questa tesi è interamente dedicata al tema spinoso delle intercettazioni telefoniche e della loro divulgazione da parte dei mezzi di comunicazione di massa, con riferimento in particolare alle pubblicazioni operate dalla carta stampata. La trattazione prende in considerazione, da una parte, il diritto alla privacy e al rispetto della vita privata delle persone coinvolte (direttamente o indirettamente) nelle pubblicazioni, e, dall'altra, la libertà di informazione giornalistica e il diritto di cronaca, diritti riconosciuti e tutelati entrambi dalla Costituzione. Particolare risalto è stato dato ai casi che nel recente passato hanno infiammato il dibattito politico e sociale (le intercettazioni di Bancopoli, Calciopoli, Vallettopoli, quelle tra Berlusconi e Saccà ecc.), tenendo ben presenti la giurisprudenza in materia della Corte Europea dei diritti dell'uomo e le novità apportate in Italia dal Codice della Privacy del 2003, che tra l'altro ha introdotto nel nostro ordinamento il Garante per la protezione dei dati personali. Ampio spazio è stato dato alla disciplina delle intercettazioni contenute nel codice di procedura penale, al Codice deontologico dei giornalisti (che ha dato importanza centrale al principio dell'essenzialità dell'informazione rispetto a fatti di pubblico interesse) e agli ultimi interventi legislativi, come il Decreto legge del 2006 adottato dopo lo scoppio dello scandalo Telecom-Sismi e il Disegno di legge Mastella approvato al Senato nel 2007 prima della caduta del governo Prodi.

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1 INTRODUZIONE La scelta di trattare il tema scottante ed attualissimo delle intercettazioni telefoniche nasce dall’esigenza di fare luce su un fenomeno che è entrato a far parte, in maniera dirompente, della nostra quotidianità e che presenta aspetti problematici di indubbio interesse collettivo. Il progresso tecnologico, infatti, ha portato nella società contemporanea ad uno smisurato ampliamento della sfera pubblica, cui ha corrisposto un’inevitabile contrazione della sfera privata del singolo. Si sono affermate forme sempre più sofisticate di controllo e di sorveglianza, che hanno reso quanto mai concreto il rischio di essere “spiati”, come testimoniano quei casi - e non sono stati rari - in cui le intercettazioni di comunicazioni (non solo telefoniche ma anche ambientali, telematiche, di sms e mms) sono state effettuate illegalmente, senza alcuna previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria. D’altro canto, anche il ricorso, da parte della magistratura, allo strumento dell’intercettazione telefonica quale mezzo di ricerca della prova ha conosciuto, negli ultimi anni, un incremento esponenziale, dimostrazione, questa, della sua straordinaria efficacia investigativa. Al di là delle legittime preoccupazioni che un utilizzo pervasivo e spregiudicato delle nuove tecnologie può suscitare, va rilevato che lo spazio pubblico è stato invaso da una miriade di intercettazioni telefoniche anche a causa dell’uso massiccio - purtroppo non sempre corretto e responsabile - che ne hanno fatto i mezzi di comunicazione di massa. I giornali, in prima istanza, ma anche internet e i programmi radiotelevisivi hanno contribuito, in modo decisivo, alla diffusione presso il grande pubblico di un numero sempre maggiore di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia-Scienze Politiche

Autore: Antonio Liotta Contatta »

Composta da 222 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.