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Relitti boscati e filari intorno al Bosco di Riazzolo nel Parco Agricolo Sud Milano: analisi floristico-vegetazionali

Diversi studi attestano la stretta dipendenza tra qualità dell’ambiente e biodiversità e l’importanza, ai fini della sua conservazione, di reti ecologiche che garantiscano la possibilità di diffusione e di spostamento di specie animali e vegetali.
Da quest’ultimo aspetto scaturiscono gli scopi di questa ricerca, che concentra la propria attenzione su alcuni elementi presenti da secoli nei paesaggi agricoli ma solo di recente rivalutati per il loro ruolo ecologico : i filari, strutture vegetali lineari polifunzionali.
È nota, da recenti studi, la capacità dei filari di contenere specie vegetali di interesse floristico e la possibilità che queste possano conservarsi o diffondersi attraverso tali strutture lineari, che svolgono così il ruolo di potenziali corridoi ecologici.
La presente ricerca ha come obiettivo principale quello di approfondire le conoscenze sul comparto floristico-vegetazionale dei filari tramite l’utilizzo di diverse metodologie, che prevedono anche l’individuazione di un gruppo di bioindicatori erbacei la cui presenza/assenza viene messa in relazione con altri fattori quali ad esempio:
- la presenza di macchie boscate residuali nell’area di studio;
- la ricchezza in specie di tali macchie boscate rispetto al contenuto in specie dei filari;
- le principali caratteristiche strutturali dei filari (ampiezza, copertura arborea e arbustiva, dominanza di specie alloctone o autoctone, ecc).
L’area di indagine è situata nel settore occidentale del Parco Agricolo Sud Milano, nel dettaglio ruota attorno al Bosco di Riazzolo esteso su una superficie di 65 ettari compresa nei Comuni di Albairate, Cisliano e Corbetta: è il bosco relitto più grande di tutto il Parco Agricolo Sud Milano.
Attualmente è caratterizzato da due grossi nuclei:
- uno ad Est della Cascina Riazzolo attraversato dal Canale Scolmatore Nord-Ovest
- l’altro ad Est di Soriano attualmente rinominato Bosco di Vittuone.
L’area comprende inoltre una serie di fontanili e di boschetti di limitata estensione e una rete di filari piuttosto fitta ed eterogenea.
Durante le fasi di campo sono stati effettuati alcuni rilievi fitosociologici nelle aree boscate di Riazzolo, di Vittuone e del bosco Chiesa.
I filari (127) e i boschetti (9) presenti nell’area sono stati campionati inoltre tramite un metodo speditivo preparato appositamente, che ha registrato una serie di variabili (contesto, struttura, coperture, disturbi,…) e rilevato la presenza-assenza di alcuni bioindicatori nemorali erbacei considerati “di qualità” per il contesto indagato.
Sui dati raccolti tramite rilievi fitosociologici è stata effettuata una cluster analysis, i cui risultati hanno permesso un inquadramento fitosociologico dei relitti boscati e una collocazione rispetto ad essi della flora dei filari circostanti.
L’elaborazione dei dati raccolti con il metodo speditivo ha fornito informazioni inerenti soprattutto la fisionomia e struttura dei filari, permettendo di individuarne le principali tipologie, mentre analisi statistiche multivariate hanno consentito di esplorare il rapporto tra la ricchezza in specie erbacee nemorali e le diverse variabili in gioco.
A fianco di tali elaborazioni ci si è avvalsi di un Sistema Informativo Territoriale (S.I.T.), strumento in grado di acquisire, archiviare ed elaborare dati spaziali: tramite un software GIS (Arcview 3.2) sono state prodotte alcune carte di distribuzione di specie indicatrici ritenute significative a supporto delle altre analisi effettuate.
Nel complesso i filari indagati sono caratterizzati da una flora e da una vegetazione tipiche di ambienti ecotonali e di margine, ma se adeguatamente strutturati e vicini a macchie boscate sono in grado di ospitare anche numerose specie nemorali di un certo interesse e quindi di svolgere, almeno potenzialmente, il ruolo di corridoi ecologici.

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____________________________________________Capitolo 1, Scopi dello studio 3 CAPITOLO 1 : SCOPI DELLO STUDIO 1.1 PREMESSE La valorizzazione dell’ambiente attraverso la gestione del territorio è ormai negli ultimi anni una necessità ben nota: l’urbanizzazione ruba sempre più spazio a paesaggi agricoli e aree boscate spesso già fortemente frammentate e compromesse, intaccando inevitabilmente anche le ricchezze faunistiche e floristiche del territorio. La pianura padana rientra in questo fenomeno di desertificazione di ambienti naturali, vi restano poche isole verdi immerse in una matrice agricola e suburbana, e cresce per questo motivo l’importanza di conservazione degli elementi naturali o seminaturali sopravvissuti. Diversi studi e ricerche attestano ormai con certezza la stretta dipendenza che c’è tra qualità dell’ambiente e biodiversità e l’importanza per la sua conservazione di reti ecologiche che garantiscano la possibilità di diffusione e spostamento di animali e vegetali. Proprio da quest’ultimo aspetto scaturiscono gli scopi di questa ricerca, che in particolare concentra l’attenzione su alcuni elementi presenti da secoli nei paesaggi agricoli ma solo da pochi decenni rivalutati per il loro ruolo ecologico: i filari, strutture vegetali lineari polifunzionali. Quando trent’anni fa in Europa ci si cominciò a porre il problema della scomparsa di siepi e filari dai territori rurali, si iniziarono ad analizzare le diverse funzioni che essi potevano svolgere (Barr et al., 1995); oggi anche il Piano Strategico Nazionale approvato dalla Conferenza Stato-Regioni (seduta del 31 ottobre 2006), tra le varie misure cosiddette “agroambientali”, fissa come obbiettivo prioritario la conservazione della biodiversità e la tutela e diffusione di sistemi agro-forestali ad alto valore naturale (Asse II) tramite siepi e bande boscate ai fini di : - collegamento funzionale tra habitat naturali residui e loro ampliamento - sviluppo di corridoi ecologici e miglioramento del grado di connettività tra le aree protette La letteratura scientifica in Italia offre materiale inerente, per la maggior parte, le relazioni tra i filari e la fauna, mentre le indagini sugli aspetti vegetazionali restano ancora scarse e molti gli aspetti ancora da indagare; il presente studio è quindi finalizzato ad ampliare le conoscenze in tale campo dal punto di vista floristico-vegetazionale, proponendosi gli obiettivi specifici esposti di seguito. PDF Creator - PDF4Free v2.0 http://www.pdf4free.com

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Arianna D'emilio Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.