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La tutela del consumatore telematico nei contratti di consumo

La tutela del consumatore telematico nei contratti di consumo

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Introduzione: Internet, business-to-consumer ed esigenze di tutela. Il secolo appena passato si è caratterizzato per la diffusione delle tecnologie informatiche e di Internet in particolare, determinando profondi mutamenti che si riflettono anche nel settore del diritto. Accanto allo spazio fisico nel quale il giurista si è trovato storicamente ad 1 operare, oggi si affianca anche un mondo virtuale, un Ciberspazio, all’interno del quale gli individui, stando comodamente seduti davanti al loro terminale possono, tra l’altro, concludere transazioni commerciali. 2 Il commercio elettronico, ossia l’espressione con cui si definisce questa nuova realtà, è dunque entrato a far parte della cultura giuridica e civile d’ogni 3 “Paese moderno”. 1 () Termine coniato dall’autore William Gibson nel romanzo Neuromancer, la cui pubblicazione risale a circa metà degli anni 80. (Nella traduzione italiana: «Neuromante», Nord. Ed., Milano, 1994). 2 () Sulle dimensioni del fenomeno E. Tosi, “La conclusione di contratti on-line”, in E. Tosi, “I problemi giuridici di internet”, Milano, 2 ed. aggiornata ed ampliata, 2003, pag. 111. L’Autore ricorda che “in uno studio realizzato nel 1998 dal Dipartimento del Commmercio degli Stati Uniti si evidenzia una crescita esponenziale del fatturato delle imprese operanti in Internet con una previsione per il 2002 di un giro d’affari di 300 miliardi di dollari. Ebbene, il dato è già stato ampiamente superato nel 1999: si parla, infatti, di stime attorno ai 500 miliardi di dollari”. 3 () Per avere un’idea di questo “nuovo strumento”, esauriente ne è la descrizione fatta da E. Tosi, op. ult. cit., pag. 111-113: “Il commercio elettronico non è altro che una particolare modalità tecnica, il servizio ipertestuale world wide web (www) d’Internet, di presentazione dei beni o servizi offerti caratterizzata da una particolare modalità di comunicazione, la trasmissione telematica secondo i protocolli tecnici utilizzati da Internet, delle dichiarazioni negoziali. In buona sostanza per poter offrire beni o servizi via Internet…occorre che il soggetto offerente possa disporre di uno spazio di memoria di un computer, tecnicamente denominato server, collegato alla rete di reti Internet. Spazio di memoria ed accesso ad Internet normalmente messo a disposizione, dietro pagamento di corrispettivo, da un fornitore di accesso ad Internet, tecnicamente denominato Internet service provider (Isp). Utilizzando questi strumenti il soggetto economico interessato a collocare sul mercato i beni e servizi presentati nello spazio di memoria a sua disposizione, tecnicamente denominato sito web, può programmare il suo domicilio informatico in modo tale che il visitatore, potenziale acquirente, possa aggirarsi tra gli scaffali virtuali del «cybermall» e decidere quali beni o servizi acquistare mediante comportamenti simbolici, quali l’inserimento in un carrello virtuale, la compilazione di un modulo d’ordine con i consueti dati occorrenti anche nella realtà commerciale del mondo reale e la pressione di un tasto elettronico di espressione della volontà ad acquistare i beni e servizi proposti nel sito o l’invio del numero della carta di credito. L’esecuzione dell’accordo telematico, così concluso nello spazio virtuale di Internet, può poi avvenire realmente quando si tratti di bene materiale che verrà consegnato nei tempi specificati nel modulo d’ordine, o può avvenire virtualmente quando si tratti di 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giuseppe Saulle Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1960 click dal 15/09/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.