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La comunicazione al servizio del nuovo ruolo imprenditoriale delle società professionistiche di calcio. Il caso del Bologna F.C. 1909.

C’era una volta il calcio delle partite epiche e dei sentimenti, il calcio dei derby e dei calciatori bandiera. C’era una volta il calcio dei dribbling e della Coppa Campioni, ora siamo entrati nell’era del merchandising e della Champions League.
Una volta per fare una squadra di calcio bastavano un portiere, uno stopper, un mediano e un numero dieci. Ora gli undici giocatori più forti del mondo non sono sufficienti senza una società alle spalle che gestisca professionalmente le attività di comunicazione e il marketing.
Col passare degli anni il calcio è diventato uno sport-spettacolo amato e seguito in tutto il mondo; essendoci in ballo interessi mediatici, commerciali e finanziari senza precedenti non potevamo pertanto pensare che rimanesse un gioco. Le partite più importanti sono seguite a livello planetario, gli stadi sono diventati luoghi di attrazione e entertainment, il calciatore un investimento, i club veri e propri brand.
Le società calcistiche sono diventate imprese in tutto e per tutto. Oggi la loro attività non si limita solo alla preparazione e allo svolgimento dell’incontro agonistico ma i settori di attività in cui operano sono i più svariati, tanto da mettere i club al centro di processi e relazioni aventi come protagonisti i mass media, le altre imprese e il pubblico degli appassionati e sostenitori.
Poiché al centro di tanti interessi, oggi un club non può esimersi dal comunicare. La comunicazione, se inserita all’interno di specifiche politiche di gestione dell’impresa, riesce a facilitare il rapporto con i propri principali stakeholders: in primo luogo i tifosi, ovvero la ragione d’esistere del club, i media, ovvero coloro che danno voce e amplificano l’attività della società, i partner commerciali ovvero coloro che offrono il supporto economico.
La cultura della comunicazione e il governo delle relazioni all’interno delle società calcistiche ha iniziato ad affermarsi solo negli anni recenti, ma sono destinati ad assumere un ruolo sempre più importante nel processo di trasformazione delle società da semplici football club a vere e proprie entertainment companies. L’apporto della comunicazione e di strategie di marketing mirate e pianificate risulterà fondamentale per riuscire a raggiungere quell’obbiettivo che da anni tutti i club si sono fissati: l’autofinanziamento. E in quest’ottica lo stadio, il centro sportivo, il merchandising, lo store verranno utilizzati non solo come validi strumenti di comunicazione con i quali diffondere immagine e valori del club, ma anche come fonte di introiti. Ne risulterà un circolo virtuoso in grado di autoalimentarsi: uno stadio efficiente, comodo, moderno attirerà più pubblico che a sua volta attirerà un maggior numero di sponsor e contratti televisivi i quali permetteranno l’ingaggio di superstar che, di nuovo, attireranno appassionati e altri partner commerciali.
L’epoca dell’Inter di Herrera e del Milan di Rocco sembra proprio lontana anni luce.

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1 INTRODUZIONE C’era una volta il calcio delle partite epiche e dei sentimenti, il calcio dei derby e dei calciatori bandiera. C’era una volta il calcio dei dribbling e della Coppa Campioni, ora siamo entrati nell’era del merchandising e della Champions League. Una volta per fare una squadra di calcio bastavano un portiere, uno stopper, un mediano e un numero dieci. Ora gli undici giocatori più forti del mondo non sono sufficienti senza una società alle spalle che gestisca professionalmente le attività di comunicazione e il marketing. Col passare degli anni il calcio è diventato uno sport-spettacolo amato e seguito in tutto il mondo; essendoci in ballo interessi mediatici, commerciali e finanziari senza precedenti non potevamo pertanto pensare che rimanesse un gioco. Le partite più importanti sono seguite a livello planetario, gli stadi sono diventati luoghi di attrazione e entertainment, il calciatore un investimento, i club veri e propri brand. Le società calcistiche sono diventate imprese in tutto e per tutto. Oggi la loro attività non si limita solo alla preparazione e allo svolgimento dell’incontro agonistico ma i settori di attività in cui operano sono i più svariati, tanto da mettere i club al centro di processi e relazioni aventi come protagonisti i mass media, le altre imprese e il pubblico degli appassionati e sostenitori. Poiché al centro di tanti interessi, oggi un club non può esimersi dal comunicare. La comunicazione, se inserita all’interno di specifiche politiche di gestione dell’impresa, riesce a facilitare il rapporto con i propri principali stakeholders: in primo luogo i tifosi, ovvero la ragione d’esistere del club, i media, ovvero coloro che danno voce e amplificano l’attività della società, i partner commerciali ovvero coloro che offrono il supporto economico. La cultura della comunicazione e il governo delle relazioni all’interno delle società calcistiche ha iniziato ad affermarsi solo negli anni recenti, ma sono destinati ad assumere un ruolo sempre più importante nel processo di trasformazione delle società da semplici football club a vere e proprie entertainment companies. L’apporto della comunicazione e di strategie di marketing mirate e pianificate risulterà fondamentale per riuscire a raggiungere quell’obbiettivo che da

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Valentina Cavazzoni Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2224 click dal 17/09/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.