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Il mobbing nell'era del precariato - Le cause di una pratica apparentemente improduttiva e i suoi collegamenti con il nuovo mondo del lavoro

I collegamenti fra aumento del fenomeno mobbing e precarietà del lavoro. Il mobbing "strategico" come incentivo della produttività. Lo stress a "breve termine" come fattore di incremento della produttività e il suo sfruttamento tramite la psicologia. Le agenzie private e i corsi di HRM e il loro collegamento col mobbing strategico. Il ruolo delle sette religiose nel controllo di alcune agenzie di HRM.

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3 INTRODUZIONE Anna è impiegata alla contabilità di un'azienda. Il suo lavoro procede tranquillamente per anni, finché ad un tratto esso inizia a trasformarsi in un inferno: colleghi e capi la trascinano senza apparente motivo in un incubo di isolamento e degradazione che la conduce quasi alla pazzia, finché non trova la forza di reagire. Questa è la trama del film "Mi piace lavorare" di Cristina Comencini, un film che affronta l'argomento mobbing. Un argomento allo stesso tempo abusato ai limiti della retorica, e scomodo, evitato, aggirato con mille paraventi. Alcuni tendono a dire che il mobbing non esiste, identificandolo con la sfuriata di un capo in una giornata "no", o l'incapacità di un dipendente di svolgere un compito; altri tendono a identificarlo con un generico "disagio psicologico", di cui non sono tuttavia riscontrabili cause concrete, con il rischio quindi di trasformare il concetto di mobbing, come quello di molestie sessuali, in un facile terreno di autosuggestione e di percezioni individuali legate alla sensibilità di ognuno; altri ancora lo legano, come stereotipo, al lavoro inespugnabile dei contratti a tempo indeterminato come quelli dell'epoca d'oro della pubblica amministrazione, illudendosi che, con la "ristrutturazione" del mondo del lavoro, tale pratica abbia fatto il suo tempo o sopravviva solo in remoti ed estremi casi: la minore certezza del "posto", la maggiore facilità di licenziare in momenti di crisi, si rivelerebbero per costoro degli alleati per ridurre le vessazioni nei confronti dei dipendenti che "non sono funzionali all'azienda" e per instaurare un clima di positività, agevolato anche dalla novità del lavoro in squadra, dalla maggiore informalità delle relazioni, dall'ingresso della psicologia nella gestione dei rapporti all'interno dell'azienda e dal ruolo del team leader come facilitatore delle relazioni interpersonali. Ebbene, io intendo dimostrare nella mia tesi come tutti i fattori sopraelencati in

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Angelica Pelliconi Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.