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Banlieues: i luoghi dell'emarginazione

Durante i giorni dell'autunno 2005, migliaia di giovani, per lo più figli di immigrati dalle ex colonie francesi, hanno “gridato” la loro rabbia, il loro odio verso una società che li discrimina e li umilia. Le banlieues sono oggi lo specchio del malessere che l'intera società francese vive: violenze domestiche, precarietà e disoccupazione strutturale, mancanza di rappresentanza politica, senso di smarrimento e assenza di prospettive per il futuro, un malessere di cui sono prima di tutto vittime i giovani ed in particolare i più toccati sono i figli di immigrati

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INTRODUZIONE INTRODUZIONE La rivolta delle banlieues avvenuta nel Novembre 2005, per la sua ampiezza ed intensità, ha suscitato un cataclisma mediatico per cui nessuno, degli addetti ai lavori, ha potuto esimersi dall'esprimere una propria opinione sull'evento. A dimostrazione di ciò, nel giro di pochi mesi è stato detto e scritto molto in proposito da parte di intellettuali, giornalisti, sociologi, politici, etc... In realtà gli incendi di automobili e le sommosse (spesso provocate dagli abusi delle forze dell'ordine) fanno parte del paesaggio delle banlieues da più di vent'anni, ma a causa della loro ampiezza nel tempo e nello spazio, e per le specifiche forme di organizzazione e di composizione interna, ha dato a queste ultime un aspetto emblematico, ossia epocale. Ricordo il 27 ottobre 2005 quando il telegiornale della sera apriva con la notizia della morte di due adolescenti in una delle periferie parigine più “calde” e della messa in evidenza della violenza che ne era scaturita da parte dei giovani che abitavano quel quartiere; le immagini di auto date alle fiamme e di ragazzi incappucciati che si scontravano con le forze dell'ordine, hanno fatto il giro del mondo in poche ore. La prima cosa che ho pensato è stata che, ancora una volta la polizia francese aveva usato la “mano pesante” e che per l'ennesima volta la rabbia della gente del quartiere era esplosa in modo incontrollato. Un fatto che ciclicamente si ripeteva, segno evidente dell'esplosione delle contraddizioni partorite da un sistema economico-sociale discutibile, a cui, anche questa volta la repressione avrebbe posto una fine provvisoria. Nei giorni seguenti però, la situazione non andò migliorando, anzi, le rivolte si estesero dalla sola banlieues di Clichy sous Bois, dove abitavano i due ragazzi, a molte altre del territorio francese. I telegiornali erano sempre più allarmisti, le auto date alle fiamme crescevano di numero e le devastazioni di edifici scolastici e strutture pubbliche ponevano nuovi interrogativi: perché attaccare le scuole e i trasporti pubblici, ossia beni di pubblica utilità? A chi avrebbe giovato? Non era forse contro i loro stessi interessi? In pochi giorni su tutti i giornali si potevano leggere varie interpretazioni del fenomeno. L'idea dominante, e che ha facilmente trovato seguito tra l'opinione pubblica, è stata quella avallata dal Ministro degli Interni francese N. Sarkozy che ha definito i 1

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lisa Barbanti Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1974 click dal 29/09/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.