Skip to content

Il morso della Taranta. Approcci riduzionistici al Tarantismo in Giorgio Baglivi e Ignazio Carrieri.

Informazioni tesi

  Autore: Gianluigi Battista
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere
  Relatore: Francesco Paolo De Ceglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

Questo lavoro offre un breve quadro generale di alcune delle più significative interpretazioni sul fenomeno del Tarantismo che, nel corso della storia, sono state formulate da parte di diversi studiosi, ponendo una maggiore attenzione sull’analisi svolta da scienziati e, soprattutto, medici. In tal senso, la figura di Giorgio Baglivi ha giocato un ruolo essenziale, un punto di partenza per un nuovo tipo di interpretazione, medica appunto, della sindrome e un pensiero sulle cui contraddizioni si baseranno gli studiosi successivi per l’elaborazione di nuove teorie.
Anche l’analisi effettuata da Ignazio Carrieri, due secoli dopo Baglivi e considerando il suo trattato sulla tarantola, è rilevante in quanto avrebbe potuto rilanciare lo studio del Tarantismo nell’ambito della medicina, a patto che altri medici avessero accolto la sua richiesta o, meglio, la speranza che si riuscisse a dare una sistemazione definitiva a questo fenomeno:

"dopo accertati i fenomeni di questa nevrosi, non dovrebbe impadronirsi la scienza della cura di essa, sottraendole quanto vi è di teatrale, di esagerato o di falso e liberandola dal mistero, dal quale resta anche oggidì circondata?"

Pare che l’appello del medico non sia stato accolto dalla comunità scientifica, soprattutto perché, ritenute ormai abbondantemente superate quelle teorie che individuavano nel veleno della tarantola la causa principale, nel corso del Novecento si è cercato di adottare un approccio ben diverso, ad esempio psichiatrico ed antropologico.
Alcuni sostengono che la famigerata taranta sia morta: se pensiamo che il morso del ragno costituisca effettivamente la principale causa del fenomeno, dobbiamo ritenere errata tale affermazione, in quanto gli aracnologi confermano l’esistenza del latrodectus (e gli effetti del suo morso) nel nostro presente. Se, invece, la morte della tarantola viene considerata una metafora, possiamo interpretarla come la scomparsa di tutta una serie di cause legate alle difficili condizioni sociali di un ceto, quello contadino, in passato principale vittima di questo fenomeno.
Effettivamente un tipo di analisi simile a quello di medici condotti come Ignazio Carrieri o Niccolò Caputi, oggi sarebbe impensabile, soprattutto perché sembra ormai impossibile imbattersi in casi di Tarantismo: gli studiosi non hanno più quello che dovrebbe essere il loro principale oggetto d’esame, il tarantolato. Già nel 1960, l’antropologa Clara Gallini che organizzò una équipe multidisciplinare per studiare l’Argismo in Sardegna (fenomeno assai simile al Tarantismo) denunciava tale difficoltà:

"Già agli inizi degli anni ’60 il ballo dell’argia era un rito ormai estinto, da un tempo più o meno lungo. In alcune località gli ultimi casi risalivano al dopoguerra, in altri addirittura agli inizi del secolo. Persino in quei villaggi in cui gli episodi erano recentissimi, sembrava che non li sostenesse più una convinzione comunitaria che ne potesse garantire un’ulteriore trasmissione. Queste erano non piccole limitazioni per un ricercatore che si ponesse l’obiettivo di ottenere una testimonianza il più attendibile possibile. Si trattava sempre di lavorare sulla memoria, mai sul vivo."

Nonostante questo, molti studiosi dimostrano ancora un forte interesse per il fenomeno: in questi ultimi anni è stato rilanciato il suo studio e ne sono una dimostrazione i vari convegni organizzati a tale scopo, come quello tenutosi a Galatina nell’ottobre del 1998. Anche uno storico come Gino Leonardo Di Mitri, autore di diversi libri in merito, testimonia questa attuale tendenza con la pubblicazione del suo Storia biomedica del Tarantismo nel XVIII secolo, edito nel 2006, in cui spiega come il fenomeno sia stato uno dei più straordinari oggetti di ricerca operativa e banchi di prova teoretica delle scienze biomediche in età moderna.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE Comprendere a fondo un fenomeno significa scavare fino alle radici, considerare le teorie e le opinioni di tutti coloro che ne hanno discusso, essere aperti a qualsiasi tipo di interpretazione che ne è derivata, porsi così tante domande alle quali non ci saranno mai sufficienti risposte. Sono stati in molti a chiedersi “Che cos’è il Tarantismo?”: tanti hanno espresso il proprio parere, diversi hanno seminato più dubbi che certezze, pochi sono stati un punto di riferimento per chi, come loro, fosse intenzionato ad aggiungere, poco per volta, un altro piccolo ma essenziale tassello ad un puzzle di cui, ancora oggi, non conosciamo l’immagine finale. Volendo esaminare il Tarantismo dal punto di vista scientifico, è necessario tenere in considerazione quegli studiosi che, attraverso la loro analisi, hanno certamente contribuito ad apportare delle significative novità nel panorama di questa tipologia di studi, ma hanno altresì introdotto delle contraddizioni che, insieme a quegli aspetti originali del proprio pensiero, ci permettono altrettanto di comprendere, sin nel profondo, l’intera storia di questo fenomeno. La Dissertazione VI. Intorno all’Anatomia, Morso ed Effetti della Tarantola del 1695 inclusa nelle Opere Complete medicopratiche ed anatomiche di Giorgio Baglivi (1668-1707), rappresenta a pieno questo duplice aspetto: se da un lato l’autore è, probabilmente, il primo studioso a considerare il Tarantismo una vera e propria malattia, guardandolo da una prospettiva strettamente medica (e finendo, poi, per assolutizzare questa impostazione), dall’altro non tiene conto di una forte caratterizzazione che il fenomeno ha assunto, la connotazione erotica espressa dalle donne attraverso la danza. Accortosi, dunque, del fatto che la sua interpretazione medica entri in conflitto con quest’ultimo aspetto, giunge ad affermare l’esistenza di due forme di Tarantismo: una autentica ed una simulata. Dunque il lavoro di Baglivi, consistendo in una descrizione dei luoghi da cui deriverebbe il

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

baglivi
carrieri
danzimania
galatina
latrodectus
morso
san paolo
taranta
tarantella
tarantismo
tarantola
tarantolismo
veleno

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi