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Il Mediterraneo di Giufà: prospettive interculturali

Il mediterraneo, mare che unisce terre e culture differenti, si presenta oggi come un nuovo bacino da cui ripartire per ricostruire un dialogo che il colonialismo del XIX secolo, le guerre del XX secolo e soprattutto gli ultimi avvenimenti all’inizio del XXI secolo, quali il terrorismo cosiddetto islamico, e il paventato “scontro di civiltà” tra occidente e oriente, hanno minato nel profondo.Ricostruire il dialogo è oggi un’attività che richiede conoscenze specifiche, sensibilità negli interventi e soprattutto una buona dose di altruismo. (...)
(...) Lo studio ha preso in esame un personaggio comune ai popoli indigeni delle sponde del Mediterraneo descrivendone caratteristiche, comportamenti e processi interculturali fino ad arrivare ad una netta distinzione dello stesso personaggio in base alle peculiarità tipiche di ogni cultura ricevente.
Lo specifico testo Giufà e la moglie vipera tratto dal repertorio orale della cultura sefardita ha permesso di entrare dentro tale cultura e di confrontarla col mondo d’oggi. (...)
(...) Partendo, quindi, da un approccio generale al bacino del mediterraneo si è tentato, senza la presunzione di essere esauriente ma via via particolarizzando l’argomento, di elaborare un progetto educativo che considerando le culture mediterranee ne abbracciasse l’intreccio culturale che da sempre affianca la storia del “mare nostrum”.

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Giovanni Giacomo Mannarella Il Mediterraneo di Giufà:Prospettive Interculturali 5 Presentazione L’approccio generalizzato all’interculturalità è stata la costante del mio curriculum di studio. La laurea triennale in Mediazione Linguistico Culturale e questa Magistrale in Interculturalità mi hanno dato gli strumenti socioculturali per poter svolgere questo lavoro. La figura emblematica di Giufà mi ha accompagnato fin dal secondo anno universitario quando un esame di traduzione verté proprio su uno dei testi di Giufà; è lì che nacque la passione per questo personaggio che, scoprì in seguito, abbraccia tutto ciò che al Mediterraneo appartiene. Io, calabrese, nato in una terra spesso vittima di scorribande e sfruttamento, ho riconosciuto in quel personaggio la storia della mia terra e della sua gente, il difficile andare avanti tra molte vicissitudini, la povertà di una terra ricca e la perspicacia della gente del sud Italia che ha subito in sé secoli di devastazione e ricostruzione ma che ha contribuito, in silenzio, in maniera del tutto decisiva, all’affermazione di valori culturali ancora vivi. La Magna Graecia, i bizantini, gli arabi, la corte normanna di Federico II lo Stupor Mundi, e via via fino all’unità d’Italia, sono i chiari segni, lasciati nel tempo, di una comunità, quella mediterranea, ricca di scambi ed intrecci culturali ma soprattutto sociali. L’elaborato “Il Mediterraneo di Giufà: Prospettive Interculturali” pone implicitamente in evidenza la netta

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giovanni Giacomo Mannarella Contatta »

Composta da 70 pagine.

 

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