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Caratteristiche strutturali ed economiche del settore viticolo della Tuscia e problematiche di valorizzazione della sua produzione

Nello scenario di un recente cambiamento del mercato vinicolo mondiale ed italiano, la produzione di vini della Tuscia non sembra riuscire a mantenere il passo degli altri produttori. In questa tesi si è cercato di studiare le principali cause di questo ritardo e di proporre delle strategie che abbiano una qualche possibilità di essere applicate e di produrre risultati apprezzabili. Il Marketing territoriale sembra essere uno strumento attuale ed efficace che ha già dato ottimi risultati in altre aree del Paese, fornendo l’impresa vitivinicola di mezzi moderni di produzione, promozione e vendita. Inoltre le nuove tendenze lasciano intravedere delle ottime prospettive mediante innovazioni tecniche e varietali che si basano soprattutto sulla riscoperta dei vitigni autoctoni. A questo proposito si è studiata innanzitutto la regolamentazione del settore viticolo analizzando i contenuti della nuova Organizzazione Comunitaria di Mercato del settore che se, da una parte, ha introdotto non poche novità nella legislazione che regola tutto il comparto, dall’altra, non ha aiutato particolarmente i produttori viterbesi. Questa analisi è svolta nel capitolo 1 in cui si riportano anche alcuni dati di sintesi della viti-vinicoltura mondiale e italiana e, infine, si guida l’attenzione verso la regione Lazio, per prepararsi ad analizzare la situazione del settore nella provincia di Viterbo.
Il capitolo 2 descrive il percorso di analisi seguito e risultati ottenuti partendo dai dati ricavati con il 5° Censimento Generale dell’Agricoltura. Dall’analisi di questi dati emerge che la viticoltura della Tuscia è variegata e frammentaria, ma di certo molto diffusa nella provincia. L’analisi si sofferma sulle aziende di quelle aree della Tuscia che hanno prestazioni migliori in ambito viticolo. Esaminate le caratteristiche strutturali ed economiche del settore viticolo viterbese, si inizia a discutere la situazione dei vitigni e delle aree DOC. Questo capitolo presenta cinque appendici che chiariscono alcuni aspetti di dettaglio delle aree e delle aziende analizzate, ai metodi di lavoro e agli strumenti di analisi che sono stati utilizzati nel compiere questa elaborazione. Il capitolo 3 espone il dibattito sui vitigni autoctoni, intesi come metodo strategico per dare valore aggiunto alle produzioni territoriali, che attualmente soffrono della concorrenza sia dei nuovi produttori e sia dei vinificatori più tradizionali e prestigiosi. Sono riportati alcuni esempi di casi di successo raggiunto nelle regioni del Sud e nelle Isole avvalendosi di questa strategia. Per tracciare le prospettive della viticoltura viterbese ci si è infine confrontati con produttori viticoli e vinicoli del viterbese, con funzionari della Regione Lazio, dell’ARSIAL, della Camera di Commercio di Viterbo, della Comunità Montana di Orvieto e con altri operatori che hanno notevole esperienza in questo settore. Il capitolo 4 riporta i contenuti di questi incontri. L’opinione generale emersa è sulla scarsa efficacia della OCM vino sul settore viticolo viterbese e l’effetto paradossale che talora ha l’intervento della Pubblica Amministrazione. Inoltre emerge la descrizione di una situazione di staticità dell’intero comparto produttivo, causata principalmente dall’azione della GDO nel congelare il mercato nella situazione attuale, ostacolando spostamenti verso posizioni più autorevoli del prestigio dei vini locali. La valorizzazione dei vitigni autoctoni appare come una possibile strategia per rilanciare tutto il settore viterbese. Questa andrebbe però sviluppata riformulando l’aiuto della Pubblica Amministrazione, orientandolo verso il marketing territoriale, come strategia per vendere il territorio nel suo insieme. La ricerca economico-agraria può sicuramente dare un contributo fondamentale alla realizzazione di un progetto tanto ambizioso, quanto lodevole, in particolar modo sulle questioni che riguardano il funzionamento dei mercati locali.

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Introduzione Nello scenario di un recente cambiamento del mercato vinicolo mondiale ed italiano, la produzione di vini della Tuscia non sembra riuscire a mantenere il passo degli altri produttori. In questa sede, si cercherà di capirne le cause e di proporre delle strategie che abbiano una qualche possibilità di essere applicate e di produrre risultati apprezzabili. Nel primo capitolo sono esposti i contenuti della nuova Organizzazione Comunitaria di Mercato del settore vitivinicolo che se, da una parte, ha introdotto non poche novità nella legislazione che regola tutto il comparto, dall’altra, non ha offerto misure che hanno aiutato particolarmente i produttori viterbesi. in questo capitolo si riportano poi alcuni dati di sintesi della viti-vinicoltura mondiale e italiana e, infine, si guida l’attenzione verso la regione Lazio, per prepararsi ad analizzare la situazione del settore nella provincia di Viterbo. Il capitolo 2 contiene il percorso di analisi e suoi risultati, partendo dai dati ricavati con il 5° Censimento Generale dell’Agricoltura forniti dalla Regione Lazio. Dall’analisi di questi dati emerge che la viticoltura della Tuscia è variegata e frammentaria, ma di certo molto diffusa nelle aziende agricole. L’analisi si sofferma sulle aziende di quelle aree che hanno prestazioni migliori in ambito viticolo. Dopo aver visto le caratteristiche strutturali ed economiche del settore viticolo viterbese, c’è poi una discussione sui vitigni e le aree DOC, che prosegue 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Luca Giraldo Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3505 click dal 02/10/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.